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Torre, bagni notturni
pericolosi: il comune pensa
alle telecamere in piscina

“In caso di malore o incidente - spiega infatti giustamente il sindaco Bazzani - nessuno è in grado di prestare adeguata assistenza, non essendo la piscina aperto e non essendovi alcun bagnino”.

TORRE DE’ PICENARDI – Potrebbero arrivare telecamere di videosorveglianza anche nella piscina comunale di Torre dè Picenardi. Non quest’anno, perché ormai la stagione estiva volge al termine, ma nel 2020, a causa degli ultimi episodi che si sono verificati proprio nel comune casalasco. L’impianto, ristrutturato e rimesso a nuovo con abbattimento delle barriere architettoniche e sistemazione degli spogliatoi con lavori per 250mila euro complessivi, è stato riaperto questa estate dopo un paio di anni di attesa.

Ma qualcuno non ha perso tempo per lanciarsi in quello che il sindaco di Torre Mario Bazzani definisce un nuovo sport, ossia il nuoto notturno. “Utilizzando una nuova e pratica apertura nella recinzione – spiega con amara ironia Bazzani – nottetempo alcuni giovani ‘sembra’ che entrino nella piscina comunale per praticarlo. Anche ieri sera sembra siano stati notati”. In effetti, stando ad alcune testimonianze, i giovani si sono dileguati attorno alla mezzanotte di sabato, quando alcuni cittadini stavano rincasando – passando dalla strada della piscina – dopo una delle ultime serate del Ferragosto in Villa, manifestazione che chiude domenica sera l’edizione 2019.

Il problema non è tanto nei danneggiamenti, che sono minimi, anche se certamente non fanno piacere perché evitabili, quanto per il rischio di situazioni che potrebbero risultare ben più gravi. “In caso di malore o incidente – spiega infatti giustamente il sindaco Bazzani – nessuno è in grado di prestare adeguata assistenza, non essendo la piscina aperta e non essendovi alcun bagnino”. Un episodio tragico, proprio quest’estate, si è già verificato in una piscina dell’hinterland milanese, quando un giovane ha perso la vita durante un bagno notturno e nessuno, mentre il malore era in corso, ha potuto aiutarlo.

“Mi permetto di suggerire ai genitori – prosegue Bazzani – di dare una mano: un salviettone non serve per andare sull’autopista”. Come a dire che qualche sospetto, vedendo i figli uscire di casa con materiale balneare, dovrebbe emergere. Intanto il comune farà la sua parte con le nuove telecamere, mentre l’ingresso improvvisato, con un po’ di fil di ferro, è stato prontamente richiuso.

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