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Avigest e San Michele,
nel mercato delle uova due aziende
comprensoriali al top nazionale

Una soddisfazione dettata dai risultati: da dieci anni ormai le due aziende di Badalotti, che producono 700mila uova al giorno, si issano nei primi posti della distribuzione sul grande mercato.

CANNETO SULL’OGLIO/SCANDOLARA RAVARA – Aia ed Eurovo, due dei più grandi gruppi del settore delle uova, pescano prevalentemente nel casalasco e nel comprensorio Oglio Po. Sono infatti due aziende della zona a cavallo tra i due fiumi, per la precisione la “San Michele” di Runate di Carzaghetto, frazione di Canneto sull’Oglio (nota per il ristorante stellato “Dal Pescatore” dello chef Nadia Santini), e la “Avigest” di Scandolara Ravara a piazzarsi ai primi posti nella produzione e distribuzione di uova ai due colossi.

A capo delle due aziende un giovane imprenditore originario di Canneto sull’Oglio, Stefano Badalotti, che a 28 anni si è tolto questa bella soddisfazione, portando avanti l’attività di famiglia. Di aziende a conduzione famigliare, infatti, si tratta. “San Michele” e “Avigest” sono il risultato, tuttora attuale e attivissimo, di quattro generazioni di impegno costante e continuo. Un’attività storica e all’avanguardia, che investe anche in tecnologia ed energia pulita, tanto che la produzione energetica arriva in ciascuna delle due aziende da pannelli fotovoltaici.

Una soddisfazione dettata dai risultati: da dieci anni ormai le due aziende di Badalotti, che producono 700mila uova al giorno, si issano nei primi posti della distribuzione sul grande mercato. Settant’anni prima il bisnonno di Stefano, Arnaldo Ballerini – come ha spiegato lo stesso 28enne alla “Gazzetta di Mantova” – si inventò in questo campo con 5mila galline e le uova distribuite quasi casa per casa con un furgoncino. Ora, dopo diversi passaggi sempre sull’asse ereditario, ecco il boom con 800mila galline in totale allevate, tutte col massimo comfort, per non causare uno stress che potrebbe guastare un prodotto di qualità.

Ogni settimana sono una ventina i camion che partono, ciascuno carico con 242mila uova: nel giro di 24 ore si possono ritrovate sugli scaffali dei più rinomati e frequentati supermercati d’Italia e d’Europa. Il prossimo obiettivo? Arrivare a un milione di capi, per non fermarsi: e per fare in modo che la bandiera del comprensorio Oglio Po e soprattutto quella delle due aziende di famiglia continuino a sventolare alte.

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