Ultim'ora
Commenta

Discesa del Po 2019 nel
nome dei due Umberto. Quel
che è fatto (e la strada che resta)

Quest'anno (è una delle novità) verrà assegnato il premio 'Uomo del Po'. Per il primo anno è stato scelto proprio Umberto Viti (saranno i familiari a ritirarlo) fulgido esempio di amore profondo per il corso d'acqua

CASALMAGGIORE – Il fiume più affascinante d’Europa nella sua landa più inquinata. Zero politiche ambientali, se non i pochi e timidi passi di pochi comuni con risorse quasi nulle. Il Po e la sua terra, dai racconti degli anziani che lo hanno vissuto appieno e dei naturalisti che ancora percorrono la sua golena è mutato radicalmente negli ultimi 30 anni. Sono scomparse speci ittiche, uccelli, zone umide, si sono ridotte le zone non antropomorfizzate. Sono aumentate le discariche abusive e i budri, un tempo piccole aree con un proprio microsistema, sono diventati in tanti casi ulteriori discariche. Sono diminuite le zone umide anche per il contemporaneo intervento dell’uomo e la massiccia azione dell’agricoltura e dio sa cosa va a finire nella terra. Sono stati presi per pazzi tutti coloro che (invero non in tanti) chiedevano e a gran voce che tutta l’area del Po diventasse area protetta, un vasto parco con regole e tutele ferree. Il fiume è un malato, e malata è la sua golena: un malato con poche cure. Non c’è MAB che tenga, non c’è discesa che – da sola – possa salvarlo.

Eppure, per alcune ragioni, proprio la discesa del Po è evento importante. In primo luogo perché vi si ritrovano i pochi irriducibili sognatori in mezzo a tanti altri. Quelli che hanno ancora intatto lo spirito guerriero di un tempo. Perché, anche e se solo per un giorno, una ventina di comuni di quattro province e due Regioni differenti si ritrovano coesi, se non a parlare di fiume quanto meno a viverlo insieme. Sono – o forse sarebbe meglio dire sarebbero – una forza se si ritrovassero tutti insieme con una politica comune con una mission concreta proprio a tutela della specificità ambientale prima ancora che nell’impegno su progetti di sviluppo. Per il Po, senza paura di smentite, o lo sviluppo è sostenibile e viaggia di pari passo con la tutela ambientale ed il recupero (sempre in tema ambientale) della specificità di una terra unica o non è sviluppo, ma ulteriore antropomorfizzazione di un ambiente che ne potrebbe benissimo fare a meno.

Sarà, la nona discesa, quella dei due Umberti che fisicamente non ci sono più. Partiamo da qui, dopo una doverosa introduzione che è simile ogni anno, dallo spirito profondo che anima l’iniziativa promossa dal gruppo Persona Ambiente e da Damiano Chiarini in prima persona e presentata questa mattina in comune a Casalmaggiore. Dallo spirito di due persone che hanno animato la vita della terra appoggiata tra acque e pianura e del suo corso d’acqua. Umberto Chiarini: è ancora la sua memoria a fare da protagonista, la sua strenua difesa dell’ambiente fatta non all’interno dei palazzi del potere ma spesso fuori, in mezzo alla gente e in prima linea, l’impegno in prima persona. Umberto Viti il fiume lo ha percorso migliaia di volte ed insegnato a tanti – compresi i campioni del remo olimpico – a percorrerlo. Lo ha sempre rispettato e difeso.

Quest’anno (è una delle novità) verrà assegnato il premio ‘Uomo del Po’. Per il primo anno è stato scelto proprio Umberto Viti (saranno i familiari a ritirarlo) fulgido esempio di amore profondo per il corso d’acqua. Ma è solo una delle numerose iniziative che si susseguiranno a partire da giovedì.

Questo è pure l’anno del MAB Unesco. Lo hanno ricordato un po’ tutti gli amministratori ed i presidenti di società (o di associazioni) presenti. Anno importante ma che rischia di rimanere importante solo sulla carta senza una seria politica – magari coordinata ed efficace, come dicevamo prima – di tutela ambientale. “C’è ancora tanta strada da fare in questo ambito” ha spiegato proprio Damiano Chiarini. Poca quella sinora fatta.

A salutare i numerosi presenti è stato il sindaco Filippo Bongiovanni: “Nel corso del tempo questa manifestazione ha assunto altre funzioni oltre che ricordare Umberto Chiarini, ed è una manifestazione importante a cui ogni si aggiunge qualcosa. Testimonia l’importanza del fiume e dell’ambiente. Quest’anno poi è l’anno del riconoscimento del MAB Unesco, un grande sogno che si realizza. Con questo riconoscimento il Grande Po potrà avere risonanza mondiale. Anche la discesa ha consentito questo riconoscimento. Ogni anno ci si chiede di compilare un questionario con le cose fatte, ed ogni anno con soddisfazione vedo aggiungersi un tassello”.

Non riporteremo tutti gli interventi. L’assessore allo sport di Colorno Ivano Zambelli ha spiegato che “ogni attività che promuove il fiume troverà sempre il nostro riconoscimento”. Emmanuel Sacchini (Unione Gussola Torricella del Pizzo) ha rimarcato l’importanza di un territorio a vocazione turistica e quella “Di portare al fiume anche la nostra gente, insegnando il rispetto della natura”. L’assessore all’Ambiente di Sissa Trecasali Patrizia Gaibazzi ha parlato del fiume come risorsa ed ha spiegato i recenti lavori di dragaggio “Da 50 posti barca siamo passati a 150, e sono sempre pieni. Continueremo ad investire in questa direzione e in quella della ciclabilità”. Per Martignana Po c’era l’assessore Fabio Piedi che ha parlato soprattutto di golena e dell’importanza del “Recupero di strutture da valorizzare” e poi spiegato che servono progetti uniformi per tutto il territorio. Il sindaco di Sorbolo Nicola Cesari ha parlato della food Valley Bike e dei lavori di completamento della ciclabile di 70km che collega Parma con (quasi) tutta la Bassa parmense e che verrà ancora sviluppata nei tratti che mancano. Cesari ha anche accennato all’importanza di un sistema di turismo integrato che veda tutti i comuni protagonisti ed in collaborazione. Fabio Araldi (GAL) ha spiegato che il Gal sta lavorando per distribuire fondi, e che non è semplice lavorare tutti insieme. Alessandro Cavallari, sindaco di Viadana, ha spiegato di essere ben lieto che Viadana sia il punto di ritrovo, spiegando che l’amministrazione viadanese è a completa disposizione”. Si sono succeduti poi gli interventi di Silvana Erasmi, Simone Raineri, Marzio Azzoni, Paolo Antonini, Massimo Gibertoni (Legambiente).

Particolarmente accorato l’appello di Paolo Antonini ad un fiume “Senza confini, perché così è per chi lo vive e lo percorre” e l’appello ancor più accorato alle amministrazioni che il riconoscimento MAB Unesco Po Grande sia occasione per un ulteriore passo in avanti. Qualche nota fuori dal coro. Quella di Massimo Gibertoni che ha sottolineato come tanta sia ancora la strada da fare, che quello del MAB è un dossier impegnativo partito dai sindaci con due prerogative: quella di non creare un’ulteriore sovrastruttura e quella di non spendere un quattrino.

Il programma. La Discesa, quest’anno, coinvolge ancora più comuni: si parte infatti da Polesine alle ore 8, si prosegue toccando Isola Pescaroli, Stagno di Roccabianca, Torricella Parmense, Gussola, Martignana di Po, Sacca, Casalmaggiore, Mezzani, Fossacaprara e, dall’altra parte, Dosolo, Guastalla, Pomponesco e Boretto: per tutti l’arrivo è a Viadana, dove presso via al Ponte il buon cibo e la buona musica con la Nema Problema Orkestra animeranno la conviviale e un incontro su tematiche ambientali.

Sarà possibile arrivare a Viadana a piedi, in bici, in barca (con la propria o con quelle che partiranno dai vari punti stabiliti) ma anche in motore e ci sarà un gruppo che vi giungerà a nuoto.

A proposito di convegni, giovedì 5 settembre, dunque tre giorni prima della discesa, alle ore 18 la Canottieri Eridanea di Casalmaggiore ne ospiterà uno dal tema molto attuale e interessante: “Riserva MAB Unesco, qualità opportunità per il territorio e l’Ambiente?”. Dopo che Po Grande è stato nominato riserva MAB dall’Unesco, si cercheranno percorsi concreti e prospettive realizzabili legate a questo balzo importante dal punto di vista della visibilità. Tornando alla nona edizione della Discesa del Po, chiunque potrà partecipare scegliendo esclusivamente il mezzo di trasporto preferito: vi è la possibilità di viaggiare sulla Padus, barca turistica, in canoa o in barca, oppure in biciclette. Le partenze, dalle ore 8 alle 11.30, sono scaglionate proprio per questo, per poter arrivare a Viadana più o meno in un unico orario, dunque in contemporanea. Il primo rinfresco è previsto invece a Fossacaprara, sulla spiaggia e a metà mattina, per chi si muove in bicicletta.

N.C.

© Riproduzione riservata
Commenti