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Pomponesco festeggia
la Confraternita del Luadèl con
la nota di colore per il Pulàc...

Una targa speciale è andata a Gilda Azzi, vedova Saltini, per avere iniziato e poi tenuto viva la tradizione del Luadèl, sempre attiva tanto che la donna - impegnata in cucina - ha ricevuto il premio col tramite del figlio. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

POMPONESCO – La Confraternita del Luadèl è nata all’inizio dell’estate e già fa le cose sul serio: del resto, segue il sentiero tracciato da una tradizione molto locale, che in questo particolare prodotto della panificazione ha trovato davvero un tesoro, tanto che al Luadèl è stato assegnato il cosiddetto De.Co., la denominazione di origine comunale. Si tratta di un marchio che intende valorizzare proprio i prodotti specifici realizzati in un determinato comune.

La Festa del Luadèl, lo scorso weekend, ha portato Pomponesco in piazza, nonostante il maltempo, tra sfilate in costume storico e ovviamente assaggi, che non potevano mancare. Era presente la FICE, ossia la Federazione Italiana delle Confraternite Enogastronomiche, con il presidente nazionale Marco Porzio, e l’ultima arrivata, appunto la Confraternita del Luadèl, si è riunita al Ristorante del Cavalier Saltini assieme alle altre confraternite da tutta Italia (intitolate a vari prodotti tipici come zucca, salame, lumache, solo per citare tre esempi), per celebrare il momento. Proprio Saltini è colui che ha portato avanti la tradizione del Luadèl, affiancato negli ultimi anni da Mentore Negri che, facente parte della condotta Slow Food Oglio Po, ha condotto il prodotto ad uno sviluppo e una diffusione ulteriore.

Non poteva ovviamente mancare la presidente della Confraternita del Luadèl, ossia Mara Mori, che spiega le origini del Luadèl. “Si tratta di un pane sfogliato, che veniva fatto da sempre nelle case per testare la temperatura del forno, quando si faceva il pane in casa. Una volta era un prodotto prettamente invernale, ossia un pane sfogliato con impasto del pane unito allo strutto. Poi ha iniziato ad essere prodotto, in esclusiva da Saltini e Negri, tutto l’anno”.

Una targa speciale è andata a Gilda Azzi, vedova Saltini, per avere iniziato e poi tenuto viva la tradizione del Luadèl: una donna sempre attiva tanto che sabato – poiché impegnata in cucina – ha ricevuto il premio col tramite del figlio, mentre all’esterno Pomponesco, già set prescelto per molti film legati alla vita agreste, ha mostrato la bellezza rurale e del suo centro storico, con l’esposizione dei trattori e diverse bancarelle di artigianato locale (e non solo) allestite ai lati del municipio e sotto i portici.

La parola, allora, al sindaco Giuseppe Baruffaldi, che tra italiano e dialetto, ripercorre la storia del Luadèl e anche del Pulàc, ossia del fannullone, altro premio istituito nel 2008, decisamente particolare e nuovamente assegnato dopo quasi otto anni di standby, nel weekend appena trascorso. “E’ partito tutto undici anni fa per una goliardata al Bar Castello – ricorda il primo cittadino – quando volevamo fare la festa “dal Bursadur”. Poi abbiamo pensato che quell’idea stramba potesse essere associata alla crescita del “Luadello”, un prodotto al quale teniamo molto. E così abbiamo unito le due strade, così come le due feste. Cos’è il Pulàc? Il fannullone, ossia l’uomo che sa tutto e fa di tutto per non fare nulla, seguendo questa singolare filosofia. Nel 2010 ci siamo presi una pausa, nel mentre il Luadèl per fortuna è cresciuto – e a proposito del De.Co. vi è già una delibera approvata – così ora eccoci di nuovi qui”.

G.G.

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