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La vita al tempo del ponte,
successo alla "prima" di presentazione
del volume. Critiche agli assenti

Il libro, con foto in copertina di Stefano Superchi, composto da 260 pagine e oltre 120 fotografie, in vendita al prezzo di 15 euro presso l’edicola Contini di via Trento, la libreria “Il Seme” di Galleria Gorni e il negozio Sportime sulla Castelnovese a Casalmaggiore.

CASALMAGGIORE – Un romanzo fatto di settanta storie. Un libro per ricordare, anzi per non dimenticare. Con queste premesse è stato presentato, sabato pomeriggio al Caffè Centrale di piazza Garibaldi a Casalmaggiore, il volume “637 – La vita al tempo del ponte”, scritto dai giornalisti Giovanni Gardani, Nazzareno Condina e Cristian Calestani, edito da Sometti e patrocinato da Terre di Lombardia, che narra appunto i 637 giorni di chiusura del ponte sul fiume Po di Casalmaggiore-Colorno, evidenziando i disagi enormi sofferti dal territorio casalasco, da quello parmense e da quelli limitrofi a causa di questa chiusura.

Un Caffè Centrale gremito, con un centinaio di persone presenti, è diventato però – nel cuore della presentazione – anche teatro di un simposio che ha portato a vari interventi da parte di amministratori locali, membri del Comitato Treno Ponte Tangenziale e semplici cittadini. “Non sono molte le occasioni di confronto come questa” è stato evidenziato da Paolo Antonini, che del Comitato è presidente. Il libro, con foto in copertina di Stefano Superchi, composto da 260 pagine e oltre 120 fotografie – in vendita al prezzo di 15 euro presso l’edicola Contini di via Trento, la libreria “Il Seme” di Galleria Gorni e il negozio Sportime sulla Castelnovese a Casalmaggiore, in attesa di fissare nuove presentazioni e punti vendita anche a Colorno – è nato da un’idea di Giovanni Gardani subito dopo il ritorno dalla cerimonia di riapertura del 5 giugno scorso.

Da lì il coinvolgimento di Condina e Calestani che, per Oglio Po News, Cremona 1 e Gazzetta di Parma, proprio assieme a Gardani hanno seguito quotidianamente la cosiddetta “crisi del ponte”. Poi la realizzazione, quasi a tempo di record. “Il grazie va a tutti, da chi ha rilasciato testimonianze, a chi ha scritto, all’editore, a chi ha corretto le bozze, a chi ha sostenuto l’iniziativa – ha detto Gardani -. E’ stato un lavoro di squadra: senza uno solo di questi tasselli che ho elencato, non ce l’avremmo fatta in tempo per questo 7 settembre, data del secondo anniversario della chiusura”.

“Un libro che deve essere un pungolo per tutti, perché le politiche delle infrastrutture per una volta siano previdenti e non guardino solo all’oggi, bensì al domani” ha rimarcato Nazzareno Condina, ricordando quando nel 2004 l’allora candidato sindaco di Casalmaggiore Massimo Araldi nel programma elettorale aveva inserito proprio un nuovo ponte sul Po. “Noi siamo qui per ricordare anche che esistono altri ponti sul Po nelle condizioni del nostro” ha aggiunto Condina, un pensiero condiviso da chi ha poi preso la parola. “Nel parmense la crisi ha colpito forse in modo un po’ meno forte – ha spiegato Calestani – ma posso garantire che diverse situazioni di difficoltà sono state registrate. Nel libro non compaiono, per ovvi motivi, tutte quante ma abbiamo comunque riprodotto uno spaccato di ciò che è stato”.

Erano presenti a Casalmaggiore l’ex assessore regionale Gianni Fava, il capogruppo di maggioranza di Colorno, con fascia tricolore, Jacopo Rosa, i sindaci di Bozzolo Giuseppe Torchio, di Sabbioneta Marco Pasquali, di Rivarolo del Re Luca Zanichelli e di Commessaggio Alessandro Sarasini, il vicesindaco di San Martino dall’Argine Cedrik Pasetti e il consigliere di maggioranza di Gussola Anna Caterina Quarenghi. Gli ultimi a prendere la parola sono stati i consiglieri di minoranza a Casalmaggiore Alberto Fazzi e di Colorno Alberto Padovani, già presidente di Italia Nostra.

Jacopo Rosa ha auspicato di avere a che fare presto con una politica che guardi al domani e non solo al consenso dell’oggi, spiegando che la fascia tricolore portata “è il simbolo di tutta una comunità che ha sofferto”. Antonini s’è soffermato, tra tanti passaggi, sulle condizioni della ferrovia, che unisce due grandi città come Parma e Brescia, la prima presto capitale della Cultura e la seconda motore economico d’Italia. “Come è possibile che a unirle sia quella ferrovia così malmessa?”. Antonini, tornando a parlare del ponte, ha pure ricordato “dopo tanti pellegrinaggi elettorali” la mancanza – che perdura – dei sensori sul ponte e i controlli un po’ latenti sui carichi e sulle velocità dei mezzi di passaggio.

Fava ha plaudito l’esperienza e l’idea del libro, che “deve rimanere come testimonianza”. Torchio ha sottolineato come “la politica delle cose deve sempre avere a cuore, in primis, la manutenzione del territorio. Valutiamo grandi progetti, ma spesso ci dimentichiamo la manutenzione del quotidiano, che in tempi di vacche magre è saliente: non scordiamo che fu un agricoltore ad accorgersi dei problemi al ponte, così come un pescatore avvertì dei problemi a quello di Marcaria”.

Da Pasquali l’invito a unire le forze al di là del pensiero politico “altrimenti rischiamo di essere abbandonati da tutti, essendo periferici”, da Zanichelli la volontà di “cambiare le politiche del territorio, per stare uniti su tantissimi problemi”. “Da consigliere provinciale di Mantova – ha evidenziato Sarasini – sto vivendo la vicenda del ponte di San Benedetto Po, simile a quella del ponte di Casalmaggiore, anche se in quel caso facilitata dal fatto che l’infrastruttura collega la stessa provincia e regione”. Pasetti ha invece ricordato gli amici di Colorno costretti spesso a nascondere biciclette per potere poi passare all’alba il ponte sulle due ruote, un episodio peraltro riportato nel libro.

Fazzi ha evidenziato quanto sia importante installare subito i dispositivi di controllo, ricordando un episodio personale: “Avevo un esame a Parma proprio legato alle costruzioni e all’ingegneria edile: passai sul ponte il 7 settembre 2017, giorno della chiusura, e mi accorsi che le vibrazioni erano davvero eccessive. Pensavo fosse a causa dell’esame imminente, che fosse una sensazione acuita, invece era tutto vero”. Padovani ha spostato in avanti l’obiettivo, chiedendo a Casalmaggiore e Colorno di ragionare davvero da vicini di casa pensando al nuovo ponte. Diversi gli interventi del pubblico e pure una nota polemica, evidenziando l’assenza totale dell’amministrazione di Casalmaggiore: “I libri ve li compro io e li regaleremo a tutti i membri della giunta” ha chiosato, con amara ironia, Daniele Fortunati tra il pubblico.

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