Un commento

I Gigli di Nola, spettacolo
unico a Brescello con
spettatori da tutta Italia

In sostanza una sorprendente manifestazione storico culturale, infarcita da risvolti coreografici folkloristici con moderni riferimenti al mondo della discoteca.

BRESCELLO – Difficile spiegare la sensazione di incredulità e stupore che prende  il cuore e la mente se non si è mai assistito da vicino alla Festa dei Gigli di Nola. Innanzitutto va sottolineato che si tratta di una festa religiosa risalente ad alcuni secoli fa in onore di San Paolino, un santo venerato nel napoletano, ed inserita da qualche anno tra i “beni immateriali dell’Unesco”. Uno spettacolo straordinario dove fede, folklore e forza fisica si mescolano generando un evento unico al mondo.

La manifestazione, voluta dal Comune di Brescello con la Proloco e altri  soggetti coinvolti, si è svolta sabato con replica il mattino di domenica. Enorme la partecipazione a cominciare dalla Processione con il Crocifisso di don Camillo (reso celebre dall’omonimo film) sino al fiume Po, accompagnata dalla Banda musicale e rientro nella bellissima chiesa di Piazza Matteotti che a stento ha contenuto tutti i fedeli. Folta la rappresentanza istituzionale a cominciare dai tre sindaci in fascia tricolore Elena Benassi di Brescello, Andrea Costa per Luzzara e Gaetano Minieri, che ha accompagnato la foltissima rappresentanza di Nola, la località in provincia di Napoli dove il grande evento popolare trae origini ed ispirazione.

La celebrazione eucaristica è stata officiata dal Cardinale Francesco Coccopalmerio, affiancato dal parroco Evandro Gherardi ed altri prelati. Tra i primi banchi una speciale rappresentanza delle Forze dell’ordine, tra cui il comandante provinciale dei carabinieri  di Reggio Emilia Tenente Colonnello Luigi Regni, mentre un gruppo di giovani musicisti ha curato l’accompagnamento dietro l’altare. La parte più spettacolare ed attesa con ansia da migliaia di persone con il naso all’insù ha avuto inizio poco dopo le 22, quando si sono accesi altoparlanti e microfoni per introdurre l’evento.

Centinaia di volontari in maglietta bianca con la scritta “I Gigli di Nola” si sono alternati sotto la base di una torre in legno alta 25 metri, alzando e abbassando l’obelisco agli ordini di un coordinatore, che indicava i movimenti da effettuare. Il tutto accompagnato da ragazzi abbarbicati sulla struttura in legno impegnati a suonare dal vivo a tutto volume pezzi di Gigi D’Alessio, altre canzoni partenopee, comprendendo i classici tormentoni estivi sino ad un accenno all’Ave Maria, in omaggio alla chiesa davanti alla quale si svolgeva l’evento. In sostanza una sorprendente manifestazione storico culturale, infarcita da  risvolti coreografici folkloristici con moderni riferimenti al mondo della discoteca.

Ma soprattutto l’immane fatica di centinaia di uomini per sollevare un pesantissimo obelisco e muoverlo a tempo di musica, in omaggio ad una fede religiosa che ha contagiato la popolazione di Nola e da sabato anche le migliaia di persone del Nord Italia giunte a Brescello, per assistere ad uno spettacolo unico e irripetibile, oltre a rappresentare una specie di riscatto per la città di Brescello, per anni sotto la cappa di  una gestione amministrativa controllata da ben tre Commissari ed ora tornata a rinnovarsi, per respirare aria nuova e ben augurante. Al termine della messa il Cardinale Coccopalmerio ha ricevuto in omaggio una litografia realizzata dall’artista locale Marco Cagnolati.

Rosario Pisani

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Commenti
  • MariaLuisa Paroni

    Rilevo che il termine “cappa” utilizzato per definire la gestione del Comune di Brescello, sciolto per infiltrazione mafiosa, non ritengo sia appropriato, connotando negativamente la necessità di un presidio di legalità, dovuto purtroppo alla vera “cappa” della presenza mafiosa giunta persino a contaminare le istituzioni locali. L’uso dei termini corretti è importante ed opportuno per ristabilire la verità delle cose e non prestarsi, pur involontariamente, a sostenere il pregiudizio che la mafia sia preferibile alla legalità.