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Serre idroponiche a
Scandolara, i lavori procedono:
ecco dove sorgeranno

L’investimento complessivo è di 6.5 milioni di euro: le serre che verranno realizzate consentiranno di coltivare pomodori per i primi anni, senza però escludere la possibilità di inserire altre colture nel corso del tempo.

SCANDOLARA RAVARA – Sono già visibili a lato della strada Bassa per Casalmaggiore, dalla parte opposta rispetto alla fabbrica Avigest a Scandolara Ravara. Anche se oggi serve un po’ di immaginazione, ecco che i lavori per costruire le nuove serre idroponiche, le prime nel casalasco, sono partiti con l’estate.  Ad oggi, se non altro, è possibile notare e comprendere il perimetro e lo spazio all’interno del quale le serre di svilupperanno. Il comune di Scandolara Ravara ha creduto molto nel progetto presentato da una azienda milanese, la Società Agricola Cibo Sano Italiano Srl.

Due gli ettari di terreno a disposizione con la società che, pur non essendo tenuta a pagare oneri di urbanizzazione, ha deciso di aprire al comune con un contributo di 20mila euro che, sommato ai 15mila investiti dal comune stesso, sono stati spesi per acquistare materiale e arredo scolastico per la scuola dell’infanzia con tavolini, seggiole e non solo. L’investimento complessivo è di 6.5 milioni di euro: le serre che verranno realizzate consentiranno di coltivare pomodori per i primi anni, senza però escludere la possibilità di inserire altre colture nel corso del tempo. Come noto la coltivazione idroponica, a tutti gli effetti biologica, ossia senza utilizzo di prodotti chimici, utilizza solo un 10% dell’acqua solitamente sfruttata per nutrire le piante con le tecniche tradizionali, e soprattutto consente di produrre 12 mesi l’anno, grazie all’utilizzo di faretti a led inseriti all’interno delle serre stesse.

L’investimento ha una ricaduta positiva dal punto di vista occupazionale: la società milanese che crea queste serre si occupa dell’installazione e della piantumazione delle essenze e delle colture che verranno poi vendute sul mercato locale, mediante l’accordo con l’azienda Gandini di Guidizzolo. Ma una volta che le serre saranno operative, ossia a partire presumibilmente dal 2020, servirà manodopera, quantificata per il momento in 10-15 unità.

Senza dimenticare che l’installazione delle serre sta impegnando aziende specializzate (quelle indicate sono Edil Zandonà, Enerco e Lombardi Fratelli), in accordo proprio con la Società Agricola Cibo Sano Italiano Srl e il comune di Scandolara, messi in contatto dal geometra Stefano Busi di Casalmaggiore, che ha seguito la parte più tecnica del percorso ed è indicato nel cartello apposto fuori dal perimetro delle serre come progettista e direttore lavori. Ricordiamo che la coltura idroponica consente produzioni controllate sia dal punto di vista qualitativo sia da quello igienico-sanitario durante tutto l’anno. Una nuova frontiera che Scandolara Ravara “scopre” per prima nella provincia cremonese.

redazione@oglioponews.it

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