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Maria, tra umanità e misticismo:
sabato a Canneto si apre la
mostra nella chiesa dei morti

La Chiesa di Santa Croce fu eretta tra la fine del XVII secolo e la metà del XVIII secolo, per offrire degna memoria ai morti della terribile pestilenza del 1630, tanto catastrofica da uccidere i tre quarti degli abitanti del paese

CANNETO SULL’OGLIO – L’Assessorato alla Cultura del Comune di Canneto sull’Oglio presenta la mostra di opere d’arte dal titolo “MARIA. VERGINE, MADRE, REGINA. Presenze artistiche tra umanità e misticismo”, che si terrà presso l’Oratorio di Santa Croce meglio conosciuto come Chiesa dei Morti.

“L’evento è il frutto della collaborazione tra diverse realtà del territorio – spiega l’assessore Gianluca Bottarelli – come la Parrocchia di Sant’Antonio Abate, l’Ecomuseo delle Valli Oglio Chiese e Pro Loco “La fonte”, e fa da traino ad una serie di iniziative volte a far conoscere e rivalutare questo importante edificio religioso”.

La Chiesa di Santa Croce fu eretta tra la fine del XVII secolo e la metà del XVIII secolo, per offrire degna memoria ai morti della terribile pestilenza del 1630, tanto catastrofica da uccidere i tre quarti degli abitanti del paese.

Ancora oggi un luogo importante per i cannetesi che rinnovano il culto dei loro cari estinti. Le pareti della chiesa raccolgono i simboli, i messaggi e le immagini, che, a partire dall’Ottocento, la comunità cannetese ha cominciato ad accumulare in memoria dei propri defunti. La tradizione iniziò con lapidi di marmo, quadretti con motivi vegetali ricamati in casa e con corone di fiori.

Poi, con l’avvento della fotografia, la memoria venne trasmessa con l’immagine del defunto. Ancora oggi continua questa tradizione. I vari oggetti del ricordo hanno quasi completamente riempito le tre pareti della chiesa e si fermano solo in prossimità del presbiterio. Pochi sono ormai gli spazi vuoti rimasti e le fotografie hanno perfino coperto, in parte, le lapidi più antiche.

“Abbiamo voluto creare alcune suggestioni ai visitatori – continua l’assessore Bottarelli, anche tra i curatori della mostra – soffermandoci su un tema cardine del cattolicesimo: l’immagine della madre di Cristo. Dalla curiosità umana, ma soprattutto da quella religiosa, nascono una serie di Vite di Maria, che raccontano ciò che gli evangelisti avevano omesso. Queste nuove narrazioni evidenziano il divario tra le poche informazioni evangeliche e la sorprendente fioritura di conoscenze degli autori mariologici. Non si tratta però di diffondere menzogne bensì di stabilire ciò che di quella vita è pensabile e sostenibile, umanamente codificabile.

Una moltitudine di artisti d’ogni genere, d’ogni epoca, d’ogni Paese elaborano in maniera figurativa queste nuove informazioni, capaci di toccare le corde dell’umano sentimento e di ispirarne il genio.

Sola o in contesti diversi – Annunciazione, Natività, Fuga in Egitto, Presentazione al Tempio, Deposizione, Assunzione – l’immagine di questa donna dà spazio a molteplici pensieri, ad innumerevoli visioni che spesso si traducono in opere d’arte pregne di misticismo. L’arte da quasi duemila anni ne canta la gloria, le virtù, la bontà, la stessa arte che riesce a superare l’ostacolo che ci impedisce di penetrare nel mistero e ci mette in uno stato che ricorda l’estasi e l’intuizione.

L’esposizione ospitata presso l’Oratorio di Santa Croce, raccoglie tutti questi messaggi, li elabora e ci restituisce una visione contemporanea dell’immagine di Maria. Opere d’arte che comprendono un arco di tempo che va dal Novecento ad oggi, proprio quel periodo dove la raffigurazione di Maria viene un po’ a mancare, bisognosa di nuovi traguardi, lontani forse dalla semplice divulgazione popolare e, a volte, commerciale. Immagini che cercano nuovi orizzonti, nuova materia, nuova linfa, come del resto lo è da sempre l’arte figurativa”.

La mostra verrà inaugurata sabato 21 settembre alle ore 17.00 e terminerà domenica 20 ottobre.

redazione@oglioponews.it

 

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