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Sfida al buio: Roberto Brunelli
in tandem col padre Sergio
da Cingia a Rosolina Mare

Un’esperienza, con 7-8 ore di bici al giorno di media, che va contro la disabilità, grazie all’Eurovelo 8, la strada arginale sulla sponda sinistra del fiume, che fino a Porto Viro ha condotto i nostri eroi a destinazione. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CINGIA DE’ BOTTI – Se fosse un film sarebbe “Quasi amici”, con la differenza che questa storia prevede che in campo, pardon in sella, salgano padre e figlio. Roberto Brunelli, classe 1987 di Cingia dè Botti, ha sempre visto nello sport uno sfogo necessario: atletica leggera, lanci dal paracadute, ciclismo, canottaggio presso la Canottieri Flora di Cremona, con la quale sta preparando una gara per il prossimo 20 ottobre a Torino. Il tutto con una particolarità: nato di appena cinque mesi e mezzo, Roberto è cieco da sempre.

Ma vive da solo, a Cingia dè Botti, anche se i genitori Rosanna e Sergio lo vanno sempre a trovare, e ha ormai acquisito una sua dimensione e una dimestichezza invidiabile, che lo porta a sentire casa propria come se davvero non avesse alcun problema serio alla vista. Il cane guida Josh lo porta al lavoro, alla Fondazione Germani dove Roberto fa il centralinista, e in qualsiasi altro posto lui voglia andare. Un automatismo perfetto e sorprendente.

La storia che però raccontiamo è quella di un viaggio, partito lunedì scorso e arrivato a destinazione mercoledì sera, per toccare il mare. Sergio e Roberto, padre e figlio, partono infatti in tandem assieme a una coppia residente ad Arese, Chiara e Maurizio, conosciuta per caso a Motta Baluffi, dato che i due sono appassionati del Casalasco e hanno una cascina a Castelponzone. La passione per la bicicletta e per le lunghe pedalate accomuna tutti e così da Casalmaggiore, passando per le nebbie di Cizzolo e proseguendo poi verso Est, si arriva a Rosolina Mare, provincia di Rovigo, mercoledì attorno alle 18. Con pochi inconvenienti. “Il secondo giorno abbiamo avuto il vento contro per 66 km e non è stato facile: abbiamo fatto una piccola deviazione – racconta Roberto – e abbiamo comunque recuperato i chilometri “tagliati” poi il terzo giorno, altrimenti nella mia testa l’impresa non sarebbe stata valida. Quindi non c’è stato nessuno sconto”.

In conto, anzi, dobbiamo mettere pure una foratura a Cavallara, ma nulla ha fermato Roberto e Sergio. Che al rientro in treno da Rosolina hanno avuto una bella avventura su cui meditare e in futuro da raccontare. In totale 276 km, dopo un allenamento che nelle settimane precedenti aveva portato Roberto in tandem a Salsomaggiore, una delle sue località di villeggiatura preferite anche per la presenza delle Terme. Partenza alle 6.30, in quel caso, sempre col padre Sergio, e arrivo alle 9, con rientro a Cingia alle 15.30.

Un’esperienza, con 7-8 ore di bici al giorno di media, che va contro la disabilità, grazie all’Eurovelo 8, la strada arginale sulla sponda sinistra del fiume, che fino a Porto Viro ha condotto i nostri eroi sin quasi a destinazione: gli ultimi 20 km verso Rosolina ed ecco l’immagine simbolo, con Roberto e Sergio che posano la bicicletta in mare. Una infrastruttura, l’Eurovelo 8, ben tenuta con diversi punti di sosta, ma anche con l’assenza di fontanelle di acqua potabile per larghi tratti, mancanza a cui porre rimedio. Più grave l’assenza di infrastrutture ad hoc per disabili, per cambiare binario nelle varie stazioni – Mantova a parte, unica dotata di ascensore – incontrate nel viaggio di ritorno su rotaia. Ma, come dice sempre Roberto, le cose brutte fanno sempre notizia. Meglio così per una volta fermarsi solo su quelle positive.

Giovanni Gardani

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