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Padre Vittorio Bongiovanni
saluta Bozzolo e torna in
missione in Sierra Leone

Alla fine della cena in pizzeria a padre Vittorio sono state consegnate le offerte ricavate dalla vendita di oggetti messi a disposizione dai suoi parrocchiani. Un aiuto materiale necessario oltre alle preghiere, a proseguire l'impegnativa attività nei Villaggi della Sierra Leone

BOZZOLO – Si è conclusa domenica sera con una semplice e cordiale ‘pizzata’ tra amici da Pasquale la giornata bozzolese di Padre Vittorio Bongiovanni. Il missionario Saveriano dopo tre mesi di permanenza nel nostro territorio, si appresta a rientrare in Sierra Leone dove l’attende un’attività pastorale difficile e piena di problemi anche se affrontata con grande forza d’animo e serenità.

Sono proprio queste due caratteristiche, unite un coraggio superlativo, a infondergli la capacità di continuare il lavoro, nonostante l’età avanzata, le malattie, la povertà e gli ostacoli creati da una maggioranza di appartenenti alla religione musulmana.

“Ma io non conosco la paura perchè laggiù ci rispettiamo tutti e ognuno cammina per la propria strada e la fede mi da la forza” racconta spesso durante le conferenze e gli incontri organizzati un pò ovunque. Anche ieri mattina, durante la Messa delle 10,30 nella chiesa di S.Pietro a Bozzolo, il missionario ha avuto modo di parlare a lungo della sua esperienza in terra africana.

Il parroco don Luigi Pisani gli ha concesso l’intero spazio dell’omelia anche perchè in coincidenza con la giornata mondiale delle Missioni. “Sono moltissimi gli episodi che potrei raccontarvi – ha detto padre Vittorio al microfono – ma qualsiasi dettaglio non sarebbe sufficiente e descrivere l’atmosfera che si vive laggiù. Il momento più brutto riguarda un atto di disobbedienza che ho ecercitato nei confronti del capo dei ribelli entrato nel nostro villaggio. Urlando come un forsennato mi ingiungeva di sedermi per terra e mettere le mani sulla testa. E’ la classica posizione che precede l’esecuzione. Rifiutandomi di obbedire gridavo più forte di lui ricevendo imprecazioni e ingiurie indescrivibili. Alla fine mi ha chiesto come mai non avevo paura rispondendogli che quella pistola la impugnava lui ma era qualcuno di più potente, là in alto che avrebbe deciso o meno di premere il grilletto”.

Alla fine della cena in pizzeria a padre Vittorio sono state consegnate le offerte ricavate dalla vendita di oggetti messi a disposizione dai suoi parrocchiani. Un aiuto materiale necessario oltre alle preghiere, a proseguire l’impegnativa attività nei Villaggi della Sierra Leone.

Rosario Pisani

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