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Lanzetti, gli Acqua Fragile,
Busta Rhymes e quella vecchia
polemica sul plagio che ritorna

Lanzetti ha rinunciato al percorso legale. In caso di successo, infatti, il rischio sarebbe stato di dover cedere a Sony e Universal, proprietarie dell’album “Cosmic Mind Affair”, la cifra ottenuta in tribunale. Una situazione grottesca. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – E’ stato postato sulla propria pagina Facebook pochi giorni fa dal cantante casalese Bernardo Lanzetti, che soltanto lo scorso maggio è tornato a Casalmaggiore per esibirsi con gli Acqua Fragile al Teatro Comunale, un video che aveva fatto discutere parecchio il mondo della musica qualche anno fa. Da un lato una canzone del 1974 “Cosmic Mind Affair”, proprio degli Acqua Fragile con Bernardo prima voce (e autore del testo inglese) e Piero Canavera ad accompagnare in falsetto. Dall’altro invece il pezzo “Genesis” del rapper americano Busta Rhymes, molto noto soprattutto qualche anno fa nell’ambiente dell’hip hop ma nome indubbiamente conosciuto anche a distanza di qualche tempo. La canzone è del 2001, dunque arriva 25 anni dopo il pezzo degli Acqua Fragile.

I due brani sono praticamente identici, o meglio Busta Rhymes sembra “rappare” sopra la base degli Acqua Fragile, che è stata digitalmente velocizzata del 12%. Della causa del gruppo prog italiano, uno dei più in voga negli anni ’70, nei confronti del musicista americano si era parlato molto negli anni passati, così come del fatto che la causa era stata praticamente “congelata”, per una motivazione singolare: la casa di produzione del gruppo italiano e dell’autore americano era la stessa, con evidente imbarazzo dettato dall’impossibilità di negare l’evidenza ma al contempo di portare avanti un percorso legale approfondito. L’etichetta Ricordi, oggi assorbita da Sony, aveva pubblicato l’album degli Acqua Fragile “Mass Media Stars”, che conteneva quel brano, nel 1974; Busta Rhymes in quel 2012, anno in cui Bernardo Lanzetti e gli Acqua Fragile si accorsero per pura casualità del misfatto, era un artista Sony, anche se l’album era stato pubblicato nel 2001, dunque undici anni prima, dalla concorrente Universal.

E’ vero che nel mondo del rap o dell’hip hop l’usanza di cantare o parlare su basi note c’è, ma si tratta comunque di un’operazione che va oltre il limite della legalità e che non rispetta il copyright, senza dimenticare che, per lo meno, citare la fonte poteva essere un modo per chetare le acque. Invece no, Busta Rhymes in quell’album attribuisce ad una cantante la musica in sottofondo.

Andando avanti nella ricerca, gli stessi Acqua Fragile hanno trovato non poche opposizioni, rinunciando così al percorso legale. In caso di successo in aula, infatti, quasi certamente avrebbero poi dovuto cedere a Sony e Universal, oggi proprietarie dell’album “Cosmic Mind Affair”, la cifra ottenuta in tribunale. Una situazione grottesca. Per il gruppo prog resta l’amarezza per avere evidentemente ragione, senza potere ottenere però il supporto della legge.

G.G.

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