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Treni, PR BS, denuncia di
Io Amo Colorno: "Pendolari
stipati come in un carro bestiame"

"Speriamo che Trenord - si legge nel comunicato del gruppo civico - voglia decidersi a migliorare un servizio che già in passato ci siamo presi la responsabilità di definire, da terzo mondo. Qui non è questione di binari non elettrificati o di treni obsoleti, ma esclusivamente di buon senso".

COLORNO – La “tratta del rimpianto”, come la chiamano i membri del gruppo civico Amo Colorno, non smette mai di parlare di sé. Stavolta, il gruppo ha scelto di denunciare una scena tanto quotidiana quanto nota come i passeggeri del treno della linea Brescia – Parma ammassati tutti insieme. “Una cosa inaccettabile per una tratta di circa 2 ore di percorrenza e di ben 18 fermate”, spiega Amo Colorno attraverso una lettera aperta.

“La dura vita dei viaggiatori continua – scrive il gruppo -. Non siamo più in estate, quando si presumeva meno affluenza di persone sui vagoni ferroviari. Siamo ad ottobre. Mese in cui ci si sposta per lavoro o per la scuola, o per affari personali. Non parliamo solo della stazione di Colorno, che per Trenord potrebbe essere considerata una fermata – stazione “secondaria” visto a loro dire, il numero limitato di persone che usufruiscono del servizio. Parliamo di un’intera tratta, ossia della Parma – Brescia. La tratta da noi più volte denominata, “tratta del rimpianto”. Questa volta non sono solo i ritardi o le cancellazioni dei treni, dovuti a rallentamento delle manovre di preparazione del treno o a problematiche degli impianti di regolazione del traffico ferroviario, a dar disagio ai pendolari. Si aggiunge a tutto ciò la disponibilità di solo due vagoni disponibili da Brescia a Parma. Una cosa inaccettabile per una tratta di circa 2 ore di percorrenza e di ben 18 fermate.

E’ successo nella giornata di ieri con il treno in partenza da Brescia alle ore 05:50 e con arrivo previsto a Parma alle ore 07:48. Forse per via dell’orario di partenza abbastanza di buon mattino, l’azienda Trenord ha ritenuto che i vagoni non si sarebbero eccessivamente riempiti, ma non è andata così. Noi sul treno ci siamo saliti e abbiamo potuto vivere la situazione direttamente. I due vagoni erano stipati all’inverosimile. Non si poteva nemmeno accedere ai bagni e la sicurezza di ogni singolo viaggiatore era messa a rischio dall’impossibilità di compiere persino il più semplice movimento. In molti sono stati costretti a stare in piedi stipati come sardine. Anche diversi anziani erano nelle medesime condizioni di tutti gli altri e l’aria era viziata da sudore e puzza di urina, oltre alla pulizia pressoché mancante dei vagoni.

Nel 2019 ormai quasi nel 2020, non è possibile viaggiare come su un carro bestiame. Non è la prima volta che succede e non è assolutamente giusto per chi il biglietto lo paga. Speriamo che Trenord – conclude il gruppo Amo Colorno – voglia decidersi a migliorare un servizio che già in passato ci siamo presi la responsabilità di definire, da terzo mondo. Qui non è questione di binari non elettrificati o di treni obsoleti, ma esclusivamente di buon senso”.

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