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Rivarolo Mantovano ricorda padre Silvestro Volta, Sala dedicata alla fond. Sanguanini

La Sala Padre Silvestro Volta, posta in un locale messo a disposizione dalla Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus che ne sta curando l’allestimento, rimarrà permanente e visitabile negli orari di apertura della Biblioteca

RIVAROLO MANTOVANO – Padre Silvestro Volta, missionario medico saveriano, sarà ricordato a Rivarolo Mantovano, suo paese d’origine, a quarant’anni dalla morte avvenuta a Parma il 31 ottobre 1979. Il gruppo Amici di Padre Volta, dopo aver pubblicato diversi romanzi inediti, ora hanno allestito una sala dedicata all’illustre concittadino.

L’ intento è quello di far conoscere non solo la vita missionaria di Padre Silvestro ma anche l’intensa attività letteraria prodotta, riguardante gli studi di Filosafia e Psichiatria, il romanzo, la commedia.

La Sala Padre Silvestro Volta, posta in un locale messo a disposizione dalla Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus che ne sta curando l’allestimento, rimarrà permanente e visitabile negli orari di apertura della Biblioteca e su appuntamento per eventuali consultazioni.

Nella Sala troviamo in primo piano il busto scultoreo di Padre Silvestro, opera dello scultore G. Mariani e consegnato dal Parroco Don Ernesto Marciò.  Alle spalle troviamo le foto di famiglia. Sono raccolte poi, entro altre cornici, le fotografie che ricordano la presenza del missionario e medico in Italia, in Cina e in Africa.

Sono pure visibili alcune lettere del suo rapporto epistolare con l’amico Don Primo Mazzolari che scriveva sul numero 2/1949 del suo quindicinale   Adesso  queste parole: “Padre Silvestro Volta, missionario saveriano, medico e scrittore appassionato, vive in Cina ….. c’è andato da un anno nonostante la grama salute e ci vive con cuore e occhi aperti come sull’appennino parmense durante la Resistenza. Cura anime e corpi alla brava: nelle pause, scrive”.   A parte, troviamo esposti in una vetrina molti dei suoi libri compresi gli ultimi inediti dati recentemente alle stampe dalla Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus, grazie al fattivo interessamento del Sig. Danilo Roffia di Villanova.

Nato a Rivarolo Mantovano (diocesi di Cremona) il 26 febbraio 1910, dal seminario di Cremona a 19 anni Silvestro Volta entra nell’istituto saveriano di Parma, accolto da mons. Conforti. Ordinato sacerdote il 7 gennaio 1934, è inviato parroco a Capriglio. Missionario in Cina e poi espulso (1947 – 1951), svolge attività medica in Sierra Leone, Tanzania, Zaire e Brasile. Ha scritto monografie su temi pedagogici, filosofici e scritturistici, romanzi missionari, testi teatrali. Operato per una semplice ernia, muore per improvviso collasso cardiaco il 31 ottobre 1979 a Parma.

Gli amici di Rivarolo Mantovano hanno organizzato sabato 11 settembre un bel pomeriggio presso la casa madre dei saveriani a Parma, commemorando il loro concittadino p. Silvestro Volta. Un documentario realizzato in dvd dai sigg. Roffia e Bonfatti Sabbioni ha illustrato il carattere del missionario, laureato in teologia e medicina, uomo libero e creativo.

Già discepolo del Volta e professore di filosofia in Brasile, p. Domenico Costella ha tracciato una sintesi del pensiero filosofico di p. Silvestro. Io ho scelto di presentare l’anima e la visione missionaria di questo apostolo del vangelo attraverso la pratica medica, in Italia e nelle missioni.

Samaritano del buon umore

Padre Volta era una persona familiare a Parma: lo si incontrava zoppicante per strada o appariva sulla sua vecchia Cinquecento, targata Mantova. Sono passati trent’anni. Se si volesse fissare in un’icona la caratteristica della sua vita, dovremmo scegliere il Buon Samaritano: “Scese dal suo giumento, si chinò sull’uomo incappato nei briganti, versò olio e vino sulle ferite, e lo portò all’albergo…”. Gente che egli non conosceva lo fermava per strada per chiedergli un aiuto, un appoggio, un consiglio.

Possiamo dire che la sua vita di prete cominciò nei “Capannoni” di Parma, le baracche al di là del torrente, che accoglievano le famiglie povere della città. Là accorreva p. Silvestro, portando una sporta di viveri o qualche indumento, e soprattutto la sua cordialità, condita di buon umore e sempre rasserenante. A volte rallegrava quella gente con i burattini, tra cui l’immancabile “Sandron”, al quale ne capitavano di tutti i colori.

Missionario in 4 continenti

A Capriglio, un villaggio dell’Appennino Parmense a 1000 metri, trovò gente semplice e buona, e ne fu conquistato. I giorni e le persone del paese sono state fissate per sempre in un suo libro, dal titolo caratteristico: “Il volto di ognuno”, a cui si poteva aggiungere: “e il cuore di un prete”. Appunto lui, “il solitario” di cui si parla. In tempo di guerra, Capriglio divenne rifugio di partigiani e obiettivo di ripetute scorrerie dei tedeschi. Quanta gente p. Silvestro ha nascosto e salvato, perfino un fucilato, lasciato come morto e salvato in extremis!

Finita la guerra, p. Silvestro partì per le missioni. Fu medico in Cina, finché fu cacciato dai comunisti di Mao Zedong nel 1951. Sapendo che in Sierra Leone, nell’Africa occidentale, c’era bisogno di un medico per un ospedale appena fondato, vi accorse e si dedicò tutto alla cura dei malati (dal 1959 al 1961); ma ripetuti attacchi di malaria lo costrinsero a tornare in Italia.

Altre emergenze lo portarono nelle missioni del Congo e della Tanzania, e infine nell’Amazzonia Brasiliana, dove avrebbe voluto viaggiare lungo i fiumi su un battello-ospedale per soccorrere i malati. Il progetto restò nei sogni, ma è indice del suo animo generoso e dei suoi ideali senza confini.

 

L’inaugurazione della Sala Padre Silvestro Volta avrà luogo domenica 27 ottobre, alle ore 9.30, alla presenza delle Autorità locali ,di una rappresentanza dei missionari saveriani e di quanti conobbero e ricordano con stima e gratitudine il Missionario. Al termine sarà consegnato ai presenti il volumetto “INEDITI DI PADRE VOLTA” stampato per l’occasione.

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