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I due Gal già ai ferri corti?
Dopo il caso del parco Oglio
Sud qualche dubbio è lecito

E’ bastato poco per fare tornare un clima non certo semplice, confermato dalle dichiarazioni, che avevamo riportato in un articolo a parte, di tre sindaci dell’area mantovana dell’Oglio Po.

Disposti a fare la pace, oppure già pronti a rompersi, di nuovo? Parliamo dei due Gal del comprensorio casalasco-viadanese, ossia il Gal Oglio Po e il Gal Terre del Po. E la questione che torna in auge, in questo caso, è più che altro trasversale, solo apparentemente sullo sfondo: ossia il Parco Oglio Sud. E’ bastato poco per fare tornare un clima non certo semplice, confermato dalle dichiarazioni, che avevamo riportato in un articolo a parte, di tre sindaci dell’area mantovana dell’Oglio Po, ossia Alessandro Sarasini (Commessaggio), Carlo Alberto Malatesta (Marcaria) e Loris Contesini (Gazzuolo).

Il passaggio che apre una profonda crepa nel rapporto tra i Gal è il seguente. “Fa specie la richiesta – avevano spiegato i tre sindaci – da parte dell’assemblea dei Sindaci di maggior sinergia con il GAL Oglio Po senza citare l’altro soggetto, il Gal Terre del Po che insiste per tramite di alcuni comuni proprio nella comunità del Parco. La stessa assemblea dei soci ha deciso di non aderirvi senza alcun motivo condivisibile, chiedendo però sforzi comuni. Fa riflettere anche sui futuri temi territoriali, dove necessariamente servono convergenza, apertura, collaborazione e senso di gruppo proprio per la difesa del territorio; staremo a vedere cosa accadrà sulle tanto paventate possibilità di collaborazione tra i due GAL, sulla condivisione della caserma dei Vigili del Fuoco, tanto discussa e sempre ferma ai blocchi di partenza, al cofinanziamento per il progetto dell’ecomuseo, e molti altri temi ancora”. Insomma un clima di tregua apparente, con qualche crepa e altre cicatrici, oppure la pace sarà davvero duratura? Dopo gli ultimi eventi, il dubbio è per lo meno lecito.

G.G.

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