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Consorzio Servizio
alla Persona, redistribuito
il fondo: ecco in che modo

“La distribuzione delle risorse - precisa Torchio - è avvenuta sulla base di quanto stabilito dai criteri definiti da Regione Lombardia nel passato e poi applicati successivamente agli ambiti territoriali”.

VIADANA – Il Consorzio Pubblico Servizio alla Persona dell’ambito territoriale di Viadana si è ritrovato nei giorni scorsi per fare il punto della situazione nell’assemblea dei sindaci. Durante l’incontro il presidente Giuseppe Torchio, sindaco di Bozzolo, ha ribadito il ruolo dell’assemblea dei sindaci, chiamata ad approvare i criteri e il piano di riparto del Fondo Sociale Regionale destinato al Distretto di Viadana.

Questo è aumentato di 28.633 euro, in rapporto alle risorse assegnate nel 2018, con modifiche percentuali di assegnazione dei finanziamenti sull’area anziani-disabili e sull’area minori e famiglia. E’ stata così ridotta del 2.2% l’assegnazione sul fondo per il Servizio di assistenza Domiciliare, garantendo comunque un budget equivalente a quello dell’annualità precedente. Aumentata di 1 punto percentuale, invece, l’assegnazione sul fondo per gli inserimenti in comunità educativa di minori, dopo avere verificato l’incremento dei costi sostenuti dai comuni in questo campo.

Per quanto concerne l’assistenza domiciliare minori, invece, l’incremento è stato dello 0.9%. Non sono stati ammessi al riparto del finanziamento l’asilo nido privato di Bozzolo e l’asilo nido privato di Pomponesco, oltre a un CSE privato di Pomponesco, per maggiori entrate percepite nel 2018 rispetto ai costi di gestione. Non è invece stata presentata alcuna istanza di contributo da parte delle due unità di Alloggi protetti per anziani presenti sul territorio.

Le dottoresse Greta Tonolli (area anziani e disabili) e Paola Trevisi (area minori e famiglia) hanno relazionato sui dati del 2018, evidenziando criticità e punti di forza, mentre è stato chiarito che il 4.5% del fondo assegnato servirà a costituire un fondo di riequilibri/riserva, coerente con la programmazione espressa nel Piano di Zona. Il 9% del Fondo Sociale Regionale va invece a costituire un ulteriore fondo di riserva a favore delle spese per la realizzazione di azioni e percorsi individuali finalizzati all’autonomia, alla prevenzione e all’inclusione socio-lavorativa. “La distribuzione delle risorse – precisa Torchio – è avvenuta sulla base di quanto stabilito dai criteri definiti da Regione Lombardia nel passato e poi applicati successivamente agli ambiti territoriali”.

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