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Viadana e la fontana
della discordia: il pensiero
della candidata Zaffanella

"In generale vorrei che i giovani riscoprissero la loro storia con insegne descrittive, che i visitatori traessero un senso di benessere, che i bambini si sentissero tutelati, vivendo in un contesto bello e accogliente" spiega il candidato sindaco.

VIADANA – L’hanno ribattezzata “fontana della discordia”: e sarà uno dei temi caldi nella campagna elettorale di Viadana. A prendere la parola è ora la candidata sindaco Fabrizia Zaffanella. “Rendere attraente e accogliente una città è compito di tutti quelli che la abitano – spiega – e, prima di tutto, dei loro rappresentanti, Sindaco e Giunta. In tal senso mi sento impegnata come candidato Sindaco a definire un programma che, oltre a migliorare i servizi ai cittadini, punti ad accrescere il decoro della nostra città: penso all’igiene, all’illuminazione, alla manutenzione del verde, a tutto ciò che possa abbellire una città, e ad allietare una comunità: penso a fioriere, panchine, cura di monumenti, fontane, piante, giardini”.

“Già fontane. Ne avevamo una, proprio nella piazza – spiega Zaffanella -. Dall’Amministrazione ci si aspettava che la difendesse, la valorizzasse, si ponesse l’obiettivo di tutelarla da atti di vandalismo. L’attuale amministrazione l’ha invece abbattuta, segnalando un problema di decoro urbano, comportando così ulteriori spese di denaro pubblico! La fontana va ovviamente riscostruita perché il decoro urbano è sicuramente peggiorato, ma, affinchè la situazione non vada incontro a maggiore degrado, bisogna anche pensare a forme di volontariato per il presidio della piazza che non può essere abbandonata a se stessa. Sommessamente chiedo inoltre se, nell’ambito delle opere pubbliche, la fontana rappresentasse una priorità”.

“Più in generale – conclude Zaffanella – vorrei venisse effettuato un censimento di ogni minuta traccia di storia esistente a Viadana, dai monumenti alle lapidi, ogni simbolo di comunità, come appunto una fontana o un parco giochi, per renderli vivi, sicuri, vissuti: vorrei che i giovani riscoprissero la loro storia con insegne descrittive, che i visitatori traessero un senso di benessere, che i bambini si sentissero tutelati, vivendo in un contesto bello e accogliente”.

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