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ANPANA Onlus sfrattata, cessa
il rapporto decennale con
Calvatone: il comunicato ufficiale

A nulla sono valsi il nostro impegno quotidiano e le ore sottratte al nostro tempo libero, alle nostre famiglie, al nostro lavoro con l’unico scopo di donare un futuro migliore ai cani che, nel corso di questi anni, ci sono stati affidati dai Comuni con noi convenzionati.

CALVATONE – Dopo 10 anni cessa il rapporto tra ANPANA, il suo direttivo e tutti i suoi volontari che in questo lasso di tempo hanno gestito il canile di Calvatone e la proprietà dell’area, ‘La cuccia e il nido srl’, in cui il canile sorge. La fine del rapporto è stata ufficializzata nel tardo pomeriggio di ieri da un comunicato del direttivo di ANPANA, concordato con l’avvocato, legale della Onlus.

“L’Associazione “Anpana Onlus”, sezione territoriale di Cremona – si legge nel comunicato – è stata diffidata, a far data dal 28 aprile 2020, dal lasciare luoghi della gestione/utilizzo del canile rifugio di Calvatone (Cr) e ciò per mera ed unilaterale volontà dell’amministratrice della “La cuccia e il nido Srl”, proprietaria del terreno e delle altre strutture del parco (nelle quali si svolgono attività di tipo PROFIT).

La stessa persona, nella citata qualità, ha rivendicato altresì la proprietà delle strutture del “canile-rifugio” e del “centro recupero animali selvatici (CRAS).

Vogliamo raccontarvi la storia dei fatti:

Nel 2010 l’Associazione “Anpana Onlus” di Cremona, avendo il desiderio e la volontà di aprire un Canile Rifugio e CRAS sul territorio, ha stipulato con la “La cuccia e il nido Srl” un contratto di comodato d’uso gratuito per ottenere il terreno necessario, di proprietà de “La cuccia e il nido Srl”, su cui installare le strutture prefabbricate del “canile-rifugio”.

La realizzazione delle strutture è stata possibile grazie ad un finanziamento di 500.000 euro, OTTENUTO DA “ANPANA ONLUS” di Cremona (tramite il bando FEARS –Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Misura 321). Tale finanziamento pubblico destinato esclusivamente alle Onlus (esistente grazie alle tasse che ciascun contribuente paga) venne a suo tempo concesso ad “Anpana Onlus” di Cremona che ha investito tali fondi totalmente per la realizzazione delle strutture del Canile Rifugio e CRAS, di cui la Cuccia e il Nido Srl oggi rivendica la proprietà.

Il contratto di comodato d’uso del terreno era decennale e, nonostante vari tentativi di mediazione per trovare un accordo, ogni richiesta è rimasta tale. Stanchi di questi continui tentennamenti, impossibilitati ad ottenere un confronto in cui fornire proposte concrete, abbiamo deciso di formalizzare noi una proposta ufficiale, inviata tramite PEC, con soluzioni e idee di contributi alle attività del Parco per garantire la continuità al nostro progetto in quel luogo. Il giorno 16 ottobre 2019 abbiamo ricevuto, dall’amministratore unico della società “La Cuccia e il nido Srl”, una risposta, che reputiamo definitiva, con la quale non solo ci è stata comunicata la volontà di non addivenire ad alcun tipo di accordo, ma addirittura rivendica la proprietà delle strutture di ANPANA Cremona finanziate con soldi pubblici destinati specificatamente ad una ONLUS.

La volontà dell’amministratore unico, per conto della società di capitali che rappresenta, è quella di non farci proseguire nella gestione di un canile-rifugio che descrive un’eccellenza per il territorio del comprensorio Oglio Po (e non crediate che lo sia perché è un bel prefabbricato: è un’eccellenza grazie al tempo, all’impegno ed alle attività che i volontari e gli operatori vi hanno svolto in questi anni. È un canile che, svuotato dell’impegno quotidiano di ognuno di noi, resta una scatola vuota).

Nel corso degli anni i volontari Anpana Onlus si sono impegnati al meglio delle loro capacità per accudire i cani, per farli conoscere, per insegnare loro a fidarsi nuovamente delle mani di chi, spesso, li ha traditi e abbandonati. Nel medesimo periodo, i volontari hanno dedicato il loro tempo anche agli animali selvatici, aiutandoli a riprendere le forze e a tornare liberi in natura.

Alcuni numeri relativi all’operato di “Anpana Onlus”: i cani arrivati in canile fra il 2012 ed il 2019 sono stati 1220, al momento i cani ospiti del canile rifugio sono 55, è immediato capire la quantità di cani a cui abbiamo trovato una famiglia, con adozione consapevole, preaffido e postaffido.

Questi sono solo numeri. Numeri che colpiscono, certo, ma soltanto numeri. Limitandoci alla loro valutazione, si potrebbe dedurre che il canile ha fatto un buon lavoro, come probabilmente fanno anche altri canili in Italia.

In realtà, dietro questi numeri si celano emozioni, lacrime, impegno, sacrifici, speranze…

A nulla sono valsi il nostro impegno quotidiano e le ore sottratte al nostro tempo libero, alle nostre famiglie, al nostro lavoro con l’unico scopo di donare un futuro migliore ai cani che, nel corso di questi anni, ci sono stati affidati dai Comuni con noi convenzionati.

Si spengono le luci sul canile-rifugio e cras ANPANA di Calvatone, ma siamo pronti a riaccenderle altrove, in un luogo in cui, oltre ai nostri cani, anche noi saremo liberi di continuare a dare il massimo per loro e possibilmente non più sottoposti a condizionamenti contrattuali correlati ad interessi a noi estranei che almeno, per ora, non sappiamo se abbiano o meno a che vedere con i principi e/o scopi di una Onlus.

L’Associazione “Anpana Onlus” di Cremona, terminerà quindi il servizio di gestione del “canile-rifugio” e “CRAS” di Calvatone in data 28 aprile 2020. Pertanto, chiunque dal 29 aprile 2020 si recasse presso queste strutture NON AVRÀ PIÙ MODO DI INTERAGIRE E DI RAPPORTARSI CON I VOLONTARI DELLA STESSA ASSOCIAZIONE.

Qualora qualcuno dopo questa data si fregiasse del nostro nome o lasciasse intendere che nulla è mutato, vi invitiamo a segnalarcelo immediatamente perché si tratterebbe di un illecito: infatti il gruppo dei volontari, coeso, ha deciso di non essere coinvolto e di assumere le distanze e di dissociarsi totalmente dalle decisioni della proprietà per non essere considerato attore e/o compartecipe di una volontà sia pur contrattuale come quella riportata, per noi comunque non condivisibile, e quindi a nostro giudizio biasimevole”.

ANPANA dunque è determinata a ripartire in un altro luogo, con la stessa determinazione e lo stesso impegno di sempre. Naturalmente, come testata giornalistica, restiamo a disposizione della proprietà dell’area per ogni comunicazione in merito alla vicenda che chiude un rapporto decennale.

N.C.

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