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Dopo la piena spettacolare
intervento con la gru per
sistemare l'attracco da diporto

Di fatto un fenomeno post piena, che a causa della presenza di tronchi o probabilmente di folta vegetazione trasportata dalla corrente del Po, non ha consentito al galleggiante di rientrare nella sua naturale posizione di riposo.

CASALMAGGIORE – La piena del Po dei giorni scorsi ha lasciato strascichi, rendendo necessario un intervento d’urgenza, anche sulle strutture che sono appunto legate al grande fiume. Tra queste l’attracco di Casalmaggiore per imbarcazioni da diporto, inaugurato nel 2014, che rischiava di rompersi nel suo meccanismo che invece dovrebbe adeguarsi alla corrente del fiume. A spiegare la parte tecnica dell’operazione è l’ingegner Enrico Rossi, a capo dell’Ufficio Tecnico comunale, intervenuto assieme a Uber Ferrari, responsabile dell’Ufficio Ambiente casalese. “A seguito del passaggio dell’onda di piena e del successivo rientro dell’acqua nell’alveo fluviale – spiega Rossi – probabilmente la vegetazione o un albero, con la loro pressione, hanno minato l’equilibrio al rollio del galleggiante”.

Di fatto un fenomeno post piena, che a causa della presenza di tronchi o probabilmente di folta vegetazione trasportata dalla corrente del Po, non ha consentito al galleggiante di rientrare nella sua naturale posizione di riposo. Da qui l’intervento della gru Danese, che venerdì mattina – con accesso bloccato sulla strada dove il mezzo è stato parcheggiato – ha attraversato col proprio braccio meccanico da 30 metri – estensibile fino a 80 metri – l’argine maestro per un intervento di messa in sicurezza e di sistemazione dell’attracco. Scongiurando così un danno peggiore (e col tempo forse irreparabile) ad una struttura utilizzata da chi ama andare a Po in barca. La prima operazione di venerdì, in ogni caso, non è riuscita: nelle prossime ore ci si riproverà seguendo uno schema di intervento diverso.

G.G.

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