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Devid Lena premiato dal sindaco Bongiovanni. Il padre Claudio propone un monumento al karate

Devid ha poi spiegato la differenza tra karate giapponese e italiano, due diverse scuole, una più tradizionale ("Il karate è nato lì, per loro è anche un fatto di genetica") ed una più legata all'impiego delle tecnologie per la determinazione dei movimenti precisi

CASALMAGGIORE – “Un’altra bella soddisfazione per la città, e una soddisfazione per me ogni volta che mi viene a trovare un atleta con un alloro che onora tutti”. Il sindaco Filippo Bongiovanni ha voluto ricevere, giovedì nel tardo pomeriggio il neo campione d’Europa WSF di karate Devid Lena che il 3 novembre scorso, a Skopje in Macedonia, ha bissato il gradino più alto del podio.

“E’ stata una bella gara – ha spiegato Devid – anche perché il livello della competizione si è notevolmente alzato. Tutti gli atleti in gara sono arrivati agguerriti, ma non hanno fatto i conti con il più agguerrito di tutti, l’Italiano”. 20 atleti che – nel kata (o combattimento simulato) si sfidavano su figure eseguite e al termine venivano giudicati da una giuria composta da 5 giudici. Devid ha prevalso su tutti gli atleti col massimo dei voti e solo con il karateca turco si è aggiudicato la competizione per 3 a 2.

Ad accompagnare Devid a ritirare il premio il padre, il maestro Claudio Lena. “Preparare un campione è un lavoro complesso. C’è uno staff che segue atleti di livello. Un preparatore atletico, un dietista e un mental coach che induce l’atleta al massimo della concentrazione e al controllo dell’ansia”. Devid, come spiegato da Claudio Lena, viene aiutato in questo con tecniche derivate dall’ipnosi. “Simulare un combattimento non è facile. Non hai davanti fisicamente un avversario ma devi combattere come se lo avessi. E questo devi mostrare anche agli arbitri che poi ti giudicano”.

Devid ha poi spiegato la differenza tra karate giapponese e italiano, due diverse scuole, una più tradizionale (“Il karate è nato lì, per loro è anche un fatto di genetica”) ed una più legata all’impiego delle tecnologie per la determinazione dei movimenti precisi (“L’Italia fa scuola sulle tecnologie biomeccaniche”). “Noi forniamo loro la scienza, loro ci danno la tradizione”. La famiglia Lena ha evidenziato anche come le trasferte costino parecchio e che lo sport, soprattutto di un certo livello, ha sempre bisogno di un sostegno economico.

Infine Claudio Lena ha fatto una richiesta al sindaco: “Casalmaggiore ha una grandissima tradizione nel canottaggio, che è uno sport che amo e che ho praticato che ha dato alla città due olimpionici e una grande tradizione pallavolistica, sin dai tempi di Lodi Rizzini e dell’A2 degli anni ’80. Il terzo sport d’eccellenza del territorio è il karate. Abbiamo avuto campionesse come Laura De Frenza che ha raggiunto un certo livello ed ora Devid Lena. Chiedo al sindaco, quando sarà il momento, di pensare se sia possibile pensare anche ad un monumento al karate”.

N.C.

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