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Benzinai per vocazione, ma
dopo 32 anni sulla Sabbionetana
la famiglia Zaffanella passa la mano

"La fattura elettronica ci ha complicato la vita e io stesso ero sempre al computer, non potendo dare una mano ai miei alle pompe di benzina. Inoltre la richiesta di un registratore di cassa digitale e un nuovo programma per i corrispettivi hanno portato ulteriori spese: da qui la decisione".
Nella foto da sinistra Pierino, Alessandro e Danila: la famiglia Zaffanella al completo

CASALMAGGIORE – Stazione di servizio Eni numero 11971: la targhetta è lì di fianco alla porta, ancora fresca, sembra quasi nuova di zecca. E forse la è. In realtà però sono passati 32 anni. Trentadue anni sempre sulla strada Sabbionetana: trentadue anni con la sveglia alle 6 di mattina e un mestiere, quello di benzinaio, che era divenuto ormai una vocazione. Fino a martedì, ultimo giorno di lavoro per la famiglia Zaffanella. Una sorta di epopea, la loro, passata dai genitori Pierino Zaffanella e Danila Monti, al figlio Alessandro, che ha rilevato l’esercizio divenendone titolare una dozzina di anni fa. Sempre loro tre, anche quando Pierino e Danila sono andati in pensione, continuando comunque ad esercitare per dare una mano ad Alessandro.

Per fare benzina ai vari clienti di passaggio, alcuni ormai affezionatissimi, è stato uno stile di vita, diremmo quasi un modo per scoprire il mondo, per fare amicizia. Tutto questo fino a martedì, tanto che da mercoledì pomeriggio al distributore Eni (ex Agip) della Sabbionetana, a Casalmaggiore di fronte alla zona industriale, sono attivi i nuovi gestori, di nazionalità pakistana e che già hanno appreso il mestiere, lavorando in un altro impianto simile in provincia di Ferrara.

“In realtà prima lavoravamo di fronte al Bifi Hotel – spiega Danila – e lì siamo rimasti per una decina di anni. Nel dicembre 1997 invece ci siamo spostati di qualche centinaio di metri sempre lungo la Sabbionetana, per altri 22 anni. Il totale fa proprio 32”. Alessandro ora cercherà un nuovo impiego, rimettendosi in gioco: passaggio non banale, ma dovuto, perché, come spiega lui stesso “nell’ultimo anno è stato tutto tremendamente complesso: la fattura elettronica ci ha complicato la vita e io stesso ero sempre al computer, non potendo dare una mano ai miei alle pompe di benzina, perché impegnato con questa complicata novità. Inoltre la richiesta di un registratore di cassa digitale e un nuovo programma per i corrispettivi hanno portato ulteriori spese. Da qui la decisione di smettere, anche perché essere sempre attivi alle 6 del mattino per 32 anni filati non è semplice. Un po’ di dispiacere c’è, ma era una decisione che andava presa”.

Giovanni Gardani

 

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