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Proposte di M5S Viadana, dal consiglio
sì a cittadinanza a magistrati antimafia,
no a mozione per Punto Nascite

"Sul no alla mozione la giustificazione fornita prendeva in considerazione il ricorso sottoscritto il 4 dicembre (giorno in cui abbiamo depositato la mozione) da parte di 21 comuni del territorio" spiegano i 5 Stelle Viadana.

VIADANA – Il Movimento 5 Stelle fa il punto sulle proprie posizioni assunte nell’ultimo consiglio comunale a Viadana. “Abbiamo accolto con favore – spiegano – l’impegno dell’Amministrazione a valutare la possibilità di utilizzare i locali siti in piazzale Baroni come sala civica, riconoscendo la bontà della nostra proposta in merito. Nelle Comunicazioni il Sindaco ha informato dell’incontro pubblico relativo ai dati dell’indagine epidemiologica “Viadana fase 3” che si terrà il 20 dicembre alle 20,45 presso l’auditorium Gardinazzi. Evidenziando l’importanza dell’argomento, abbiamo sottolineato come la data scelta non favorisse la partecipazione chiedendo una ripetizione dell’evento anche nei prossimi mesi”.

Sul primo punto “abbiamo ritenuto di astenerci in merito allo statuto dell’Azienda speciale consortile, che sostituirà l’attuale Piano di zona, nonostante lo stesso risultasse standardizzato ed in linea con altri simili. Pur comprendendo la necessità di una struttura che consenta di assumere personale senza i vincoli degli enti pubblici e con una maggiore elasticità nella gestione delle risorse, abbiamo assunto questa posizione in quanto, analizzando altre esperienze, non sempre la privatizzazione e la trasformazione in azienda, per la gestione di determinati servizi pubblici, si riveli poi vantaggiosa per enti e cittadini. Abbiamo espresso anche la necessità che vi sia una comunione d’intenti e una forte interconnessione di tutto il distretto Oglio Po”.

Sul secondo punto, probabilmente il più importante, “particolare preoccupazione abbiamo dovuto esprimere in merito alla situazione del Palafarina. Dopo aver ripercorso le problematiche riscontrate sin dai primi consigli comunali (come ad esempio la differenza riscontrata tra progetto e dichiarazioni alla stampa, relativamente alla classificazione antisismica per poter essere utilizzato come edificio strategico di protezione civile, ancor prima dell’avvio dei lavori), abbiamo evidenziato come in numerose occasioni, nonostante le perplessità avanzate a mezzo interrogazioni, ci fossero state date ampie rassicurazioni, sino poi a venire a conoscenza di presunte gravi irregolarità dalla stampa a fronte di una missiva del dimissionario direttore lavori Architetto Palumbo. Abbiamo quindi evidenziato il grave atteggiamento omissivo dell’Amministrazione che avrebbe dovuto informare almeno in occasione di una Capigruppo i Consiglieri Comunali, nonché la forte preoccupazione di sequestro del cantiere a seguito dell’eventuale intervento della magistratura. A nostra precisa domanda ci è stato risposto che ad oggi non si era a conoscenza di possibili azioni giudiziarie. Dopo aver ascoltato la relazione dell’Amministrazione dalla quale veniamo informati di una prossima azione legale nei confronti del dimissionario Direttore Lavori e delle oggettive complessità del cantiere, oltre alla volontà dell’ATI di terminare i lavori nonostante le difficoltà palesate, abbiamo posto due domande alle quali non abbiamo ottenuto risposta: “Come mai, a fronte di un ritardo nei tempi di ultimazione lavori oltre i limiti previsti dalla legge per rescindere il contratto, una percentuale inferiore al 50% di lavori effettuati e l’ammissione di difficoltà della stessa ATI, non si sia provveduto già nel 2018 a cessare il rapporto contrattuale?” – “Visto che le nostre preoccupazioni derivavano specificamente dalle 21 pagine scritte dall’architetto Palumbo, in particolare in merito alle presunte irregolarità e all’errata progettazione a cui si fa riferimento, e preso atto dell’azione legale che l’Amministrazione intende intraprendere, se quanto esposto nella lettera non rispondesse al vero”. Abbiamo constatato con favore come anche i capigruppo di maggioranza abbiano avanzato alcune perplessità e una carenza di trasparenza nei loro confronti”.

“Abbiamo votato favorevolmente – proseguono i 5 Stelle – al dispositivo con il quale sono state fuse le tre mozioni relative alla cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre, sollecitando l’Amministrazione ad intraprendere iniziative che favoriscano la cultura del rispetto della dignità umana e della memoria. Ci ha soddisfatto la votazione unanime relativa alla mozione da noi presentata per la partecipazione al bando regionale per l’assegnazione di cofinanziamenti (dell’80%) per l’acquisto di dotazioni tecnico-strumentali e veicoli destinati alla polizia locale. Abbiamo ritenuto di presentare la mozione vista l’alta valenza tecnologia a delle attrezzature riconosciute (videotrappole, droni, bici elettriche, auto ibride, defibrillatori…)”.

Vi è poi un passaggio definito particolarmente delicato. “Parliamo della discussione relativa alla mozione presentata dalla Lega a sostegno della libertà di espressione e contro qualsiasi forma di minaccia e intimidazione. Leggendo le premesse nelle quali venivano indicati solamente episodi relativi ad eventi in cui era coinvolto Matteo Salvini, abbiamo sottolineato la valenza strettamente politica di una mozione a sostegno del segretario della Lega ammessa anche dallo stesso capogruppo Conti. Rimanendo coerenti alle scelte intraprese durante questo mandato abbiamo deciso di restare in aula, unica minoranza, esprimendo condanna contro qualsiasi forma di violenza, ricordando che la stessa Costituzione prevede libertà d’espressione (non sempre rispettata dallo stesso segretario leghista), ritenendo scorretto strumentalizzare politicamente una mozione con motivazioni condivisibili. Utilizzando premesse non esclusivamente subite da Salvini, abbiamo proposto di emendare la mozione eliminando ogni riferimento specifico a persone specifiche. Non essendo stata accolta la nostra proposta, ribadendo la strumentalizzazione del tema, abbiamo espresso parere contrario”.

“Si è poi votato in modo unanime – spiegano i pentastellati – l’ordine del giorno proposto dal nostro capogruppo Teveri in qualità di presidente della Commissione antimafia e di promozione della legalità. Già in passate sedute di Commissione, il presidente aveva proposto di sottoporre al Consiglio il conferimento della cittadinanza onoraria a Nino Di Matteo visti l’impegno profuso e rischi corsi nella propria funzione di magistrato antimafia. Si era poi deciso di proporre altri nominativi valutando anche la prossimità territoriale e, nello specifico, Matteo Franzoni per il coraggio dimostrato in qualità di testimone di punta nel processo Pesci (venendo quasi isolato) e Donato Ungaro che già dagli anni 2000, con il suo ruolo di giornalista, aveva denunciato attività mafiose (subendo anche intimidazioni) confermate poi dal processo Aemilia”. “Concedere – ha detto il presidente della commissione Teveri – la cittadinanza onoraria di Viadana a persone che con coraggio hanno saputo combattere, rischiando del proprio, la criminalità organizzata, è un atto “simbolico”, un segno di solidarietà, gratitudine e vicinanza, che crea i presupposti perché loro e tutti coloro che dovessero trovarsi in situazioni simili non si sentano abbandonati a se stessi. È dovere delle amministrazioni comunali mantenere alta e costante l’attenzione sul tema della lotta alle mafie”.

“Infine – conclude il gruppo – esprimiamo perplessità circa il non accoglimento della richiesta di mozione urgente relativa alla proposta di far sì che Viadana fosse capofila per un documento unitario dei sindaci dell’area interaziendale territoriale per il distretto socio sanitario Casalasco-Viadanese, per la riapertura del punto nascite del p.o. Oglio Po, in vista della presenza dell’assessore regionale Gallera durante il consiglio comunale aperto convocato a Casalmaggiore per il prossimo 16 gennaio 2020. La giustificazione fornita prendeva in considerazione il ricorso sottoscritto il 4 dicembre (giorno in cui abbiamo depositato la mozione) da parte di 21 comuni del territorio. Pur condividendo l’iniziativa, ritenevamo l’eventuale voto favorevole di Consiglio, un rafforzamento della posizione dell’Amministrazione”.

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