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We love you Cecilia, l'arte contemporanea
sposa la Dama con l'Ermellino
con Cattaneo, Giampietro e Mogol

Ringraziando lo sponsor E’ Più, lo staff di Villa Medici e i presenti, tra cui anche esponenti di Rotary e Gal Terre del Po, Fallini e Vergine hanno ricordato come non sia stato difficile attirare gli artisti a partecipare, perché Leonardo è un nome potente, così come iconica è la sua dama.

SAN GIOVANNI IN CROCE – We love you Cecilia: l’omaggio alla dama con l’ermellino si fa arte. E’ stata inaugurata sabato pomeriggio a Villa Medici di San Giovanni in Croce – e sarà visitabile fino al 19 gennaio – la mostra che raccoglie rivisitazioni della celebre icona di Leonardo da Vinci, tutte ospite nella cornice di Villa Medici, dove appunto Cecilia Gallerani visse.

Curatori sono ancora, proprio come due anni fa quando l’esposizione esordì con altri autori, Anna Vergine e Gabriele Fallini, ed i tre artisti chiamati a omaggiare Cecilia sono nomi conosciuti, anche stavolta in qualche caso ai confini con la musica. Si tratta di Ivan Cattaneo (non presente fisicamente all’inaugurazione), Fabio Giampietro e Alfredo Rapetti Mogol, che ritraggono l’icona Cecilia proprio in quella che fu la sua abitazione.

Laura Nardi dello staff di Villa Medici ha accolto i visitatori ricordando quanto fatto negli ultimi tempi, con la visita al Museo Nazionale di Cracovia e l’accordo che fa entrare Villa Medici nei Castelli del Ducato, mentre il sindaco di San Giovanni in Croce Pierguido Asinari – ricordando la chiusura dell’anno leonardiano – ha parlato di esperienza fantastica, ricca di rapporti, con Villa Medici spesso scelta dalle associazioni come cornice e con l’ottima idea di estendere la cultura ai più piccoli, come accade ad esempio con il vicino laboratorio didattico della casetta di Babbo Natale in piazza. “Non male per un comune di 2mila abitanti, dove dieci anni fa Villa Medici era in una situazione spaventosa” ha ricordato Asinari. Ringraziando lo sponsor E’ Più, lo staff di Villa Medici e i presenti, tra cui anche esponenti di Rotary e Gal Terre del Po, Fallini e Vergine hanno ricordato come non sia stato difficile attirare gli artisti a partecipare, perché Leonardo è un nome potente, così come iconica è la sua dama.

Passando alla mostra, Ivan Cattaneo espone (in sala 8) opere con ritratti e, così come li ha nominati, visi divisi. Il bergamasco classe 1953 ha sempre avuto una spiccata attenzione verso lo spettacolo: fu lui, cantante alle prime armi, che inventò il personaggio punk di Anna Oxa che fece fulgore a Sanremo 1978. Poi arrivò il successo personale con il bellissimo brano Polisex. Poco dopo divenne celebre per la reinterpretazione in chiave (allora) moderna di successi degli anni Sessanta, tra cui “Una zebra a pois” di Mina.

Fabio Giampietro, milanese classe 1974, espone invece (in sala 6) lavori che già sono stati a Miami e a Palazzo Reale a Milano, con il ritratto di dama che diventa un paesaggio e può essere vissuto, grazie alle nuove tecnologie. Quadri immersivi, insomma, per un artista contemporaneo diplomatosi in pittura all’Accademia delle Belle Arti di Brera. Il suo stile molto personale ne ha caratterizzato la produzione e l’indiscutibile successo.

Alfredo Rapetti Mogol, milanese classe 1961, è il figlio del grande autore Giulio, ed ha conquistato la notorietà come autore col nome di Cheope, scelto per evitare l’imgombrante paragone col grande Mogol. Con questa firma ha prodotto successi di grandi cantanti: ha scritto per Ivan Graziani, Laura Pausini, Adriano Celentano, Mina, Mango, Nek e, negli ultimi tempi, Francesca Michielin, Elisa, Michele Bravi ed Arisa. Espone in sala 12 e ha sottolineato, sabato, l’intelligenza dell’amministrazione di unire l’arte del Cinquecento con quella moderna, perché il linguaggio artistico, in un posto così magico, attraversa i secoli e diventa universale.

V.R.

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