Un commento

Ok a biogas e digestato,
grande risultato Coldiretti. Il
caso Cortelazzi di Marcaria

“Ho ridotto del 25-30% l’impiego di urea, con un risparmio che oscilla tra i 50 euro e gli 85 euro per ettaro, in base alla coltura e al periodo di spandimento in campo. Senza contare che il digestato arricchisce il terreno di carbonio organico"

Buone notizie sul fronte delle fonti energetiche agricole. “Il via libera ad una rinnovata disciplina degli impianti di produzione di energia elettrica da biogas e di valorizzazione del digestato è un grande risultato ottenuto dalla Coldiretti”.

Lo afferma il presidente di Coldiretti Mantova, Paolo Carra, con riferimento all’approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio, che salvaguarda la continuità funzionale degli impianti di biogas già autorizzati e promuove l’utilizzo di sottoprodotti importati per la qualità dei suoli.

In particolare – sottolinea Coldiretti – viene previsto il diritto di continuare ad usufruire di un incentivo sull’energia elettrica anche agli impianti alimentati a biogas entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2007 che non abbiano avuto modo di riconvertire la produzione di biometano per effetto dei ritardi nella fase di approvazione e quindi di attuazione del DM 2 marzo 2018 di incentivazione del biometano.

Una norma che – prosegue Coldiretti – contribuisce al raggiungimento degli obiettivi europei in materia di economia circolare diretti a salvaguardare e a migliorare la sostenibilità dell’ambiente e a garantire un utilizzo efficiente e razionale delle risorse naturali.

Il provvedimento era particolarmente atteso in Lombardia, dove sono oltre 300 gli impianti di biogas agricolo, con una potenza installata di oltre 250 MW.

Nelle aziende di allevamento, infatti, il digestato viene equiparato alla sostanza fertilizzante e viene così evitato il blocco dell’utilizzo nel periodo invernale riducendo la dipendenza dai fertilizzanti chimici. Si torna così – precisa Coldiretti – ad utilizzare la sostanza organica anche per contrastare la preoccupante desertificazione dei terreni.

Sostenibilità ambientale ed economica. Primo Cortelazzi, presidente del Consorzio lombardo produttori di carne bovina, coltiva 70 ettari e alleva 700 capi in filiera Italia-Italia nella sua azienda a Marcaria.

Due anni fa ha inaugurato un impianto di biogas della potenza di 85 kw/h, alimentato giornalmente con 240 quintali di reflui zootecnici. “Grazie al biogas abbiamo vantaggi economici e ambientali significativi – racconta Cortelazzi -. Solo con il calore prodotto riesco a scaldare la stalla di svezzamento dei bovini e il ricircolo dell’acqua, con un vantaggio economico di circa 5mila euro all’anno e il taglio completo delle emissioni derivanti dal riscaldamento tradizionale”.

Poi ci sono i vantaggi legati all’impiego del digestato come fertilizzante e ammendante. “Ho ridotto del 25-30% l’impiego di urea, con un risparmio che oscilla tra i 50 euro e gli 85 euro per ettaro, in base alla coltura e al periodo di spandimento in campo. Senza contare che il digestato arricchisce il terreno di carbonio organico, lo rende più soffice e gli permette di trattener meglio l’acqua”.

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Commenti
  • Claudio Buoli

    A grandi linee così “a occhio e croce”… Secondo quanto dichiarato….. 240 quintali al giorno di liquame…..70 ettari…in un anno ci finiscono circa 12 kg in ogni metro quadro, di liquame al giorno……non mi pare così salutare…. 😉 😀