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Sabbioneta, mozione unitaria delle
minoranze per la nomina a
cittadina onoraria di Liliana Segre

"La mozione - spiega l'ex sindaco Aldo Vincenzi - è sottoscritta da tutte le forze di minoranza, al di là degli schieramenti, e ciò credo sia un significativo segno di condivisione ideale"

SABBIONETA – Anche la città ducale – che ha lunghe ed imporanti tradizioni legate alla presenza della comunità ebraica – discuterà questa sera una mozione in cui si proporrà la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. A portarla all’attenzione del consiglio comunale tutte le minoranze unite. La mozione porta infatti le firme di Aldo Vincenzi, Francesca Mambrini, Claudio Lodi Rizzini e Lorena Ghezzi. “La mozione – spiega l’ex sindaco Aldo Vincenzi – è sottoscritta da tutte le forze di minoranza, al di là degli schieramenti, e ciò credo sia un significativo segno di condivisione ideale”.

Liliana Segre, 89 anni compiuti il 10 settembre scorso, è nata a Milano in una famiglia ebraica, visse col padre, Alberto Segre e i nonni paterni, Giuseppe Segre (affetto da una grave forma di Parkinson) e Olga Loevvy. La madre, Lucia Foligno, morì quando Liliana non aveva neanche compiuto un anno. Di famiglia laica, Liliana ebbe la consapevolezza del suo essere ebrea attraverso il dramma delle leggi razziali fasciste del 1938, in seguito alle quali venne espulsa dalla scuola che frequentava.

Dopo l’intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani, suo padre la nascose presso degli amici, utilizzando documenti falsi. Il 10 dicembre 1943 provò, assieme al padre e due cugini, a fuggire a Lugano, in Svizzera: i quattro furono però respinti dalle autorità del paese elvetico. Il giorno dopo, Liliana Segre venne arrestata a Selvetta di Viggiù, in provincia di Varese, all’età di tredici anni. Dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como e poi a San Vittore a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni.

Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse dopo sette giorni di viaggio. Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile. Il 18 maggio 1944 anche i suoi nonni paterni furono arrestati a Inverigo (provincia di Como); dopo qualche settimana anche loro vennero deportati ad Auschwitz e uccisi al loro arrivo, il 30 giugno 1944.

Alla selezione, Liliana ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull’avambraccio. Fu messa per circa un anno ai lavori forzati presso la fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens. Durante la sua prigionia subì altre tre selezioni. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l’evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania.

Venne liberata il primo maggio 1945 dal campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück che fu liberato dall’Armata rossa. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, Liliana fu tra i 25 sopravvissuti.

Il 19 gennaio 2018, anno in cui ricadeva l’80º anniversario delle leggi razziali fasciste, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in base all’art. 59 della Costituzione, nominava Liliana Segre senatrice a vita “per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”. È la quarta donna ad assumere tale incarico, dopo Camilla Ravera (1982), Rita Levi-Montalcini (2001) ed Elena Cattaneo (2013).

Sotto il testo integrale della mozione che verrà discussa in consiglio:


 

All’attenzione del 
Sindaco di Sabbioneta
e.p.c.
del Segretario Comunale

con preghiera di inserimento all’o.d.g. del prossimo c.c.
OGGETTO:MOZIONE PER IL CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ONORARIA O BENEMERITA

Premesso che
Riconoscendo il valore della memoria come leva fondamentale per “mantenere vivo il ricordo del passato” e per ribadire l’avversione “contro ogni potere totalitario.”
Considerato:
1- La storia personale della Senatrice Segre :
Milanese di famiglia ebraica, nata il 10 settembre 1930, ha vissuto l’esperienza della deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau a tredici anni. Vittima della discriminazione prodotta dalle leggi razziali fin dall’età di otto anni, nel 1938 è stata espulsa dalla scuola pubblica e costretta a trascorrere un lungo periodo in fuga dalle persecuzioni razziste. Arrestata insieme al padre dopo un tentativo di trovare salvezza in Svizzera, fu incarcerata a Varese per poi passare al carcere di Como e infine a quello di S.Vittore a Milano. Deportata il 30 gennaio 1944 dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, fu separata dal padre, che non rivedrà mai più, e internata nella sezione femminile del lager. Durante la sua permanenza fu destinata a lavori forzati in una fabbrica di munizioni. Fu liberata il 1° maggio del 1945. Dei 776 bambini italiani deportati ad Auschwitz Liliana Segre fu una dei soli 25 sopravvissuti. A partire dagli anni ’90 si è dedicata alla testimonianza dell’Olocausto soprattutto tra i ragazzi ed è venuta anche nelle scuole del nostro territorio. Il suo costante impegno è stato volto a tramandare alle future generazioni la memoria. L’alto valore morale e civile di questo suo impegno è stato riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica Italiana che nel gennaio 2018 le ha conferito il titolo di Senatrice a vita.
2- La memoria degli ebrei locali
Il mantovano, e il nostro Comune, hanno visto per secoli, fino alla prima metà del Novecento, la presenza operosa di numerose comunità ebraiche che hanno convissuto con la maggioranza della popolazione cattolica.
Anche queste furono oggetto di persecuzione da parte del regime dopo le leggi razziali del 1938 che si intensificarono dopo l’8 settembre del 1943 con l’arrivo delle truppe di occupazione tedesche.
Il 4 aprile del 1944 furono deportati da Mantova ad Auschwitz 44 ebrei. In totale furono 104 gli ebrei mantovani deportatati nei campi di sterminio, di cui tre di Rivarolo Mantovano. Solamente 5 furono i sopravvissuti.
Il dottor Alberto Orefice, ebreo di Viadana, riuscì a riparare in Svizzera e fece parte del primo Consiglio Comunale dopo la Liberazione.
3 – Liliana Segre è legata al nostro territrio
Uno dei suoi tre figli ha preso in moglie Marina Bonatti la cui famiglia è di origini mantovane. La consuocera di Liliana Segre, Luciana Nolli madre di Marina, ancora vivente, proviene da Viadana ed è figlia di Longari Angela e Nolli Anselmo, antifascista, che dovette emigrare da Viadana dopo avere subito violenze che gli procurarono la morte, nel 1940, a soli 44 anni.

Tutto ciò considerato
Si propone al consiglio comunale di conferire la cittadinanza onoraria o benemerita alla Senatrice Liliana Segre
Si impegna in Sindaco ad espletare le pratiche burocratiche previste dal regolamento per rendere effettiva la cittadinanza onoraria/benemerita a Liliana Sgere
Cordiali saluti
I Consiglieri comunali
Aldo Vincenzi
Francesca Mambrini
Claudio Lodi Rizzini
Lorena Ghezzi


 

redazione@oglioponews.it

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