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Un pensiero ai morti sul lavoro
nell'Albero di Natale
dell'artista rivarolese Sbolzani

Il gioco simbolico passa anche dai colori: i caschi neri sono quelli degli operai morti sul lavoro, quelli gialli - comunque pochi - quelli dei lavoratori, che hanno appunto trovato un impiego, in tempi difficili pure da questo punto di vista. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

RIVAROLO DEL RE – Natale è un periodo felice, renderlo triste potrebbe apparire un controsenso. Ma Natale aiuta anche a riflettere e in tal senso Francesco Sbolzani, artista di Rivarolo del Re, da qualche anno disegna, progetta ed espone alberi di Natale molto particolari. Davanti alla propria abitazione-atelier d via Cò dè Vanni, dove il presepe è già stata allestito in mezzo ad altre opere d’arte, frutto dell’ingegno del proprietario e di artisti locali come il compianto Giuseppe Raineri, Sbolzani quest’anno ha voluto lanciare una riflessione profonda legata al mondo del lavoro. E in particolare alle morti sul lavoro.

Il suo albero, infatti, è realizzato con caschi da cantiere, quelli che a volte potrebbero salvare una vita, quelli che purtroppo stanno diventando il simbolo di un lutto che colpisce diversi settori lavorativi, divenendo loro malgrado il simbolo di perdite evitabili, se soltanto venissero rispettate le normative minime di sicurezza. Quello di Sbolzani è insomma un messaggio: ad ammirare l’albero sono arrivati anche il sindaco di Rivarolo del Re Luca Zanichelli, quello di Bozzolo Giuseppe Torchio, il parroco bozzolese don Luigi Pisani, che per anni ha esercitato proprio nel comune casalasco, e Paolo Zani del Museo del Bijou di Casalmaggiore, oltre ad alcuni cittadini rivarolesi.

Sotto l’albero, ecco la poesia-recensione di Luciana Monteverdi di Casalmaggiore, che spiega a modo suo il senso di questa composizione. Con un gioco simbolico che passa anche dai colori: i caschi neri sono quelli degli operai morti sul lavoro, quelli gialli – comunque pochi – quelli dei lavoratori, che hanno appunto trovato un impiego, in tempi difficili pure da questo punto di vista.

G.G.

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