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La Campagna di Russia vista dal prof. Prandini e dagli studenti del Classico del Romani

A scandire la narrazione le letture degli studenti del Classico Maria Sole Albertini, Giulia Gobbi, Marco Montali e Riccardo Penci, che hanno ripreso e letto ad alta voce passi di documenti storici di generali o uomini di Stato in Italia durante il Ventennio fascista.

CASALMAGGIORE – Una lezione di storia preparata assieme agli studenti e offerta poi alla cittadinanza: potremmo definire così l’esperimento portato avanti nella giornata di martedì dal professore Stefano Prandini, da anni docente di Storia e Filosofia tra i più apprezzati del Polo Scolastico Romani di Casalmaggiore, e alcuni ragazzi della 5° A Liceo Classico, che seguendo il programma curricolare proprio quest’anno affronteranno il tema della Seconda Guerra Mondiale. Il taglio però è stato giocato sul doppio orizzonte dei fatti a livello universale e locale, allacciandosi al contempo ad una mostra in corso al Museo Diotti di Casalmaggiore, quella di Ercole Priori, che ha lasciato molte opere, fotografie e scritti che ricordano la Campagna di Russia, alla quale lui stesso partecipò.

Nell’aula magna del Polo Romani erano presenti esponenti dell’amministrazione comunale con l’assessore al Bilancio Sara Manfredi e il consigliere comunale di maggioranza Martina Abelli, ma dato che il pomeriggio si riallacciava alla mostra su Priori in corso al Museo Diotti e dato che il tema della Russia si collega quest’anno a Stupor Mundi, erano presenti anche Roberta Ronda, curatrice dello stesso museo, e Giuseppe Romanetti, direttore artistico del teatro e fautore degli eventi del calendario di Stupor Mundi Casalmaggiore. Con loro erano presenti alcuni studenti, alcuni professori e pure qualche cittadino interessato, tanto che la dirigente scolastica Maria Caterina Spedini ha voluto che l’incontro fosse aperto al pubblico.

Prandini ha tracciato profili storici e narrato gli eventi da una prospettiva prevalentemente italiana, cercando di capire come l’illusione di una guerra lampo – vista la forza militare tedesca – avesse spinto anche Mussolini all’alleanza con Berlino e con Tokyo, creando il noto acronimo Ro-Ber-To. A scandire la narrazione le letture degli studenti del Classico Maria Sole Albertini, Giulia Gobbi, Marco Montali e Riccardo Penci, che hanno ripreso e letto ad alta voce passi di documenti storici di generali o uomini di Stato in Italia durante il Ventennio fascista.

La decisione di partire nonostante l’evidente impreparazione, quella di attaccare la Russia nel giugno 1941 con la decisione della Germania di rompere il patto Ribbentrop-Molotov di non-belligeranza. L’operazione Barbarossa, così venne chiamata, partì per l’esercito italiano ad agosto, due mesi dopo il via dato dai tedeschi, per chiudersi il 20 gennaio 1943 con una disfatta totale con oltre 100mila caduti in guerra o nella disastrosa ritirata.

G.G.

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