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La "Bassa" in un documentario
su Rai 3: nella trasmissione
"Geo" c'è anche l'Oglio Po

Alle riprese ha partecipato Mimma Vignoli di Corte Pagliare Verdieri, nota imprenditrice agricole nonché co-fondatrice del Comitato Slow Food Oglio Po e del Distretto Bio Casalasco-Viadanese. Una parentesi è stata dedicata al compianto conte Moretti di Sabbioneta.

COMMESSAGGIO – E’ andato in onda nel pomeriggio di Capodanno durante la trasmissione Geo su Rai 3 un documentario nel quale il comprensorio Oglio Po ha fatto la parte del leone. Alle riprese ha partecipato pure Mimma Vignoli di Corte Pagliare Verdieri, nota imprenditrice agricole nonché co-fondatrice del Comitato Slow Food Oglio Po e del Distretto Bio Casalasco-Viadanese. Realizzato da Eugenio Manghi di White Fox Communications Sas e da Annalisa Losacco, il documentario si intitola “Le due sponde della Bassa” e ha trovato il modo di onorare la memoria anche del conte Michelangelo Moretti, personaggio unico nel suo genere che tutti a Sabbioneta conoscevano, scomparso a 75 anni nel settembre scorso. Un affresco su luoghi, uomini, donne e imprenditori agricoli di casa nostra, molto apprezzato dal pubblico anche per la qualità del girato.

“Prima ancora che una zona geografica del Bel Paese – si legge nella sinossi – la ”Bassa” è una categoria della mente. Per chi condivide la cultura rurale delle due sponde del fiume Po, tra Emilia e Lombardia, la Bassa è infatti la summa di tutte le usanze e le tipicità dei territori che si estendono lungo la Pianura Padana ad est di Pavia, fino all’Adriatico… Culla di alcune delle nostre migliori tradizioni gastronomiche, questa terra ha ispirato i grandi maestri del neorealismo – scrittori, registi, sceneggiatori – e ha dato i natali ad alcuni tra i pittori più geniali che, come Antonio Ligabue, hanno poi fatto nascere stili e movimenti artistici nuovi, ad esempio come la pittura naif. Ma la cosa più inconsueta, sorta dal boom economico degli anni ’50 e ’60, è che le atmosfere più tipicamente emiliane si ritrovano oggi per lo più sulla sponda lombarda, che ha cautamente mantenuto una dignitosa e piacevole ruralità, laddove l’Emilia è invece stata conquistata dall’industrializzazione, un po’ – ma solo un po’ – a scapito dell’integrità del paesaggio. E così, se le cascine più belle sono oggi nel Mantovano, a Novellara – in Emilia – si trovano i più importanti produttori di Lambrusco e di aceto balsamico tradizionale; a nord i maestri della cucina, a sud un Parmigiano-Reggiano speciale, fatto col latte delle vacche rosse. In altre parole, questo documentario è un continuo ping-pong tra le due sponde – da Borgoforte a Guastalla, a Sabbioneta -, alla ricerca delle storie di vita che caratterizzano le genti della Bassa; di ciò che le due sponde ”unisce” e di ciò che invece le distingue; fuori dal tempo, in un continuo fluire di emozioni che arrivano sempre lontano. Proprio come l’acqua del Grande Fiume”.

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