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Torre, a Villa Sommi torna
la magia del Presepe Vivente
13 anni dopo l'ultima volta

"Si parte dall’Annunciazione fino alla Nascita di Gesù - spiegano - ed è tutto opera di volontari, senza sponsor, con persone che hanno dedicato ore del proprio tempo a costruire questo spettacolo". GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

TORRE DE’ PICENARDI – Un presepe vivente diverso da tutti, perché differente era la cornice: Villa Sommi Picenardi, con 500 persone presenti, ha vissuto domenica una giornata particolare, 13 anni dopo l’ultima volta. Organizzata dall’Unità Pastorale di Torre dè Picenardi, col patrocinio di Pro Loco e comune, la rappresentazione ha visto la partecipazione, in una giornata abbastanza fredda ma baciata costantemente dal sole, di oltre cento comparse. Insomma uno sforzo enorme, premiato però dal successo e dalle presenze, senza dimenticare che in molti casi questo presepe vivente ha saputo guardare al passato, ossia al periodo in cui l’evento si teneva ogni anno a Torre: molti costumi, infatti, erano gli stessi di 13 anni fa. Un applauso, dunque, a chi li ha conservati.

L’ampio spiazzo di Villa Sommi Picenardi si è prestato al meglio all’ambientazione, con scenografie ricreate, tra personaggi storici – come Erode – e banchetti delle arti e mestieri dell’anno zero a Betlemme (e dintorni) perfettamente riprodotti. L’epoca romana, del resto, era ben delineata sin dall’ingresso con i centurioni a vigilare su chiunque arrivasse. Al centro del cortile uno spazio per pecore e capre, motivo di attrazione per i più piccoli e ulteriore testimonianza del realismo del presepe vivente di Torre. A fare da sottofondo un’azzeccata musica d’ambiente con comparse quasi tutte locali o comunque, se non di Torre, dei paesi limitrofi del Casalasco. E in qualche caso anche i nomi dati ai mestieri avevano un sapore nostrano, come “marangone”, falegname, ripreso dal dialetto padano.

Qualcuno ha già gettato le reti, rispettando il testo evangelico. E dando vita a un percorso completo che reca un messaggio oltre l’evento stesso, come precisano Mario Fazzone, che ha scritto la parte recitata della rappresentazione, e Cristina Bolseri, che fa parte del gruppo degli organizzatori. “Si parte dall’Annunciazione fino alla Nascita di Gesù – spiegano – ed è tutto opera di volontari, senza sponsor, con persone che hanno dedicato ore del proprio tempo a costruire questo spettacolo. Il dato importante è stato riuscire a coinvolgere tutta l’Unità Pastorale di Torre dè Picenardi, Cà d’Andrea, Pozzo Baronzio e San Lorenzo, dimostrando come sia possibile lavorare insieme per trasmettere messaggi significativi agli altri”.

Anche il parroco don Claudio Rossi non ha voluto mancare, puntuale per le ore 16, quando è iniziata la rappresentazione della Natività vera e propria (a partire dall’Annunciazione), così come il sindaco Mario Bazzani. I tre lettori dal balcone hanno così narrato le vicende contenute nel Vangelo, un po’ come accade con la Passione, con tre diverse voci, “incarnate” poi dagli attori sul palco principale. Una vicenda molto umana, con il timore di Giuseppe del tradimento da parte di Maria e la nuova visita dell’angelo, prima del censimento e della successiva nascita di Gesù. Seguono il dono dei pastori e del popolo al nuovo nato e ancora, per concludere l’arco narrativo con l’Epifania, la visita dei Re Magi ad Erode. Gli stessi Magi, infine, guidati dalla cometa, arrivano alla capanna di Betlemme, prima della Santa Messa alla quale hanno preso parte molti dei presenti. Una storia che tutti conoscono bene, ma che non smette di incantare.

Giovanni Gardani

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