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Quel falò che si specchia
sul Navarolo e il recupero
delle tradizioni a Commessaggio

Il canale è divenuto teatro del falò propiziatorio, un “rito sacro” per i residenti del paese del Torrazzo, architettura che si specchia nell’acqua e grazie al fuoco si illumina quasi a giorno. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

COMMESSAGGIO – Bruciare la vecchia, ossia propiziare un nuovo anno migliore del precedente. Tra superstizione, tradizione e rito popolare, la “vecchia” – che altro non è che una grande catasta di legna e paglia – è stata bruciata nel giorno dell’Epifania anche a Commessaggio, con una particolarità che rende l’evento nel comune mantovano del comprensorio Oglio Po ancora più suggestivo: la presenza, cioè, del Canale Navarolo e il fatto che, a breve distanza dal ponte di barche, il “Brusa la Vecia” venga effettuato su una chiatta in mezzo all’acqua.

Oltre 500 persone, per un successo garantito e ripetuto nel tempo, hanno assistito ai giochi di fuoco e di acqua stando al sicuro sulla sponda del Navarolo o sul ponte di barche, in un pomeriggio avvolto da una atmosfera tipicamente padana, con la nebbia ben visibile che però non ha guastato la manifestazione, rendendo casomai un po’ più complesso il rientro a casa per chi è arrivato in auto. Strutturato dalla locale Associazione Avis con il supporto del comune di Commessaggio e di diversi volontari, il pomeriggio ha visto l’esibizione di una giovane band locale, The Deers of Beer, e così, una volta soddisfatto l’udito, è toccato saziare il gusto e lo stomaco con vin brulé, tisane, ceci e anche panini col cotechino offerti da Danini Carni attorno al focolare, altro gesto semplice e al contempo legato alla tradizione.

Con il Torrazzo Gonzaghesco alle spalle e le candele ad illuminare la penombra, sono arrivate anche le Befane di ogni età, che per l’occasione hanno scambiato un trattore per un taxi, anche se qualcuna ha preferito andare a piedi, in compagnia degli spazzacamini, per regalare cioccolatini e caramelle. Poi spazio al momento più atteso, con la vecchia che ha bruciato bene – stando agli esperti – e in continuità, il che da tradizione significa ottimi auspici per il 2020 ormai arrivato. Il canale è divenuto teatro del falò propiziatorio, un “rito sacro” per i residenti del paese del Torrazzo, architettura che si specchia nell’acqua e grazie al fuoco si illumina quasi a giorno.

La tecnologia di cellulari e telecamere, tutte rivolte verso il falò, ha fatto il resto, aggiornando con l’hi tech un momento popolare con una tradizione ultracentenaria alle spalle. Una ricca lotteria con vari premi offerti da AVIS e ditte del paese e dintorni ha chiuso il tardo pomeriggio di lunedì. La presidente dell’associazione Avis Daniela Caleffi ha ringraziato di cuore il Consiglio direttivo per l’impegno dimostrato, l’amministrazione comunale che ha patrocinato l’evento, i tanti volontari Avis e pensionati del paese che hanno dedicato tempo e passione per allestire il tutto, le ditte che hanno contribuito economicamente, oltre che le tante persone del paese e dintorni che con la loro presenza hanno reso l’Epifania più bella ed accattivante. Infine tutti a casa, pronti a ricominciare dopo le feste natalizie. Col cuore un po’ più caldo e magari la batteria un po’ più carica.

Giovanni Gardani

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