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Botte all'ambulante,
due carabinieri a processo:
rischiano fino a 6 anni di carcere

E’ in quella occasione che i due militari, in concorso, avrebbero redatto un verbale non veritiero, scrivendo che il nigeriano aveva tentato di evitare i controlli e avrebbe anche strattonato i militari, colpendoli con una serie di pugni.

ASOLA/CANNETO SULL’OGLIO – Il giudice per le indagini preliminari di Mantova Gilberto Casali ha chiesto e ottenuto dalla Procura della Repubblica di Mantova il rinvio a giudizio per due carabinieri, accusati di gravi reati nei confronti di un venditore ambulante nigeriano di Canneto sull’Oglio. I due accusati sono il maresciallo L.S., 35 anni e il carabiniere G.M., di 36, entrambi sospesi dal servizio per un anno. Le varie accusa sono di falso, percosse, calunnia aggravata dall’abuso di potere, violenza privata, perquisizione personale arbitraria e tentativo di arresto illegale. Il venditore ambulante è riuscito infatti a registrare sul suo telefonino quanto avvenuto in caserma, dopo il suo fermo, il 1° febbraio 2018.

E’ in quella occasione che i due militari, in concorso, avrebbero redatto un verbale non veritiero, scrivendo che il nigeriano aveva tentato di evitare i controlli e avrebbe anche strattonato i militari, colpendoli con una serie di pugni. Il venditore ambulante sarebbe poi stato costretto a spogliarsi in caserma con percosse, mentre i soldi guadagnati gli sono stati sottratti e poi restituiti. Il tutto alzando le mani, come detto. La prima versione che giustificherebbe l’aggressività del comportamento dei militari come reazione a una prima resistenza è stata esposta anche al Pm di turno, ma la Procura ha ritenuta la stessa falsa al pari di quella verbalizzata. Il processo inizierà il 15 marzo, i due militari rischiano fino a sei anni di carcere. Intanto è confermata la loro sospensione dal servizio, decisa dal Tribunale del Riesame di Brescia.

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