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Treni e Trenord (riconfermata
senza bando), il 2020 come occasione:
la proposta e una voce fuori dal coro

Sulla questione, intanto, dice la sua anche il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio, con una nota polemica. "Non è che chi non si trova sulla linea e da sempre ne sostiene l’importanza conti meno di un bottone".

Regione Lombardia ha confermato che non ci saranno bandi di gara per la gestione del servizio ferroviario regionale, il che significa che per altri nove anni, fino al 2029, toccherà a Trenord: e c’è già chi, nel Casalasco e non solo, fa gli scongiuri. Laddove non arrivano i “poteri alti”, ecco che dal basso qualcosa si muove.

Il 2020 è arrivato e con esso l’anno di Parma Capitale Europea della Cultura. Un’opportunità per il Casalasco, molto vicino e da sempre teso alla città ducale, specie ora che finalmente il ponte di Casalmaggiore-Colorno ha riaperto? Evidentemente sì, ma non necessariamente dal punto di vista culturale. Anche a livello di infrastrutture, infatti, potrebbe essere questa la spinta per rilanciare un sistema ferroviario che unisce due tra le città più importanti del Nord Italia – parliamo di economia, cultura, gastronomia e imprenditoria – come Parma e Brescia. Da qui l’idea che il Comitato Treno Ponte Tangenziale ha voluto rilanciare, battendo il chiodo su una battaglia già ideata a fine 2019.

“Proponiamo un incontro di tutti i sindaci dell’asse ferroviario da Parma a Brescia per una protesta eclatante e un fronte comune” ha ribadito il presidente del Comitato TPT Paolo Antonini. Unire le forze, insomma, mettendo insieme le città capoluogo, quelle che forse meno soffrono della situazione ma sono comunque interessate dal disservizio, e quelle delle varie stazioni intermedie – alcune ridotte alla stregua di stazioni fantasma come Mezzani, ad esempio – da dove partono e dove arrivano i vari pendolari.

Ricordiamo che la Parma-Brescia non è elettrificata e il progetto di intervento e di ammodernamento, in questo senso, è stato avanzato soltanto nella zona di Ghedi e San Zeno, dunque lontano dal Casalasco. A Casalmaggiore è stata risistemata la zona di sostegno dei binari, con operazioni durate tutta la scorsa estate, il che dovrebbe consolidare la tratta ma non garantire un ammodernamento della flotta, proprio per la presenza di tecnologie ormai obsolete.

Sulla questione, intanto, dice la sua anche il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio, con una nota polemica. “Non è che chi non si trova sulla linea e da sempre ne sostiene l’importanza conti meno di un bottone. Perché solo quelli sulla linea sono stati invitati? E se poi tengono il piede in tre scarpe? E cosa ne pensano a Parma del Ti.Bre. ferroviario via Piadena-Mantova-Verona o continueranno a privilegiare il Ti. Bre. ferroviario basso, via Suzzara? Non succederà come per la Cispadana, realizzata in Emilia Romagna e che sta chiudendo le possibilità del Ti.Bre. autostradale Fontevivo-Nogarole Rocca? I soli finora a credere nel rafforzamento della Brescia-Parma sono stati i bresciani che hanno dirottato una parte delle risorse dell’Alta Velocità ferroviaria Venezia-Milano per elettrificare e raddoppiare la linea da San Zeno Naviglio a Ghedi (aeroporto). Quando è stata realizzata la linea Alta Velocità nei pressi di Parma molte furono le speranze di un potenziamento della nostra linea. Invece i nostri territori hanno dovuto sostenere i disagi del fermo di alcuni anni, senza ottenere alcun reale beneficio. Per il resto si è sentito della approvazione di un ordine del giorno per il Ti.Bre. ferroviario ma un sigaro, una croce di cavaliere e un odg non si negano a nessuno. Intanto però dove sono i denari?”.

G.G.

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