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Casalasco in vacanza
a Teheran nei giorni più caldi: "Ma ho
visto solo una grande prova di civiltà"

"E' un po’ come se durante la Seconda Guerra Mondiale fosse stato ucciso in una rappresaglia su suolo americano Eisenhower. Eppure non ho visto, nei giorni in cui sono rimasto a Teheran, reazioni scomposte o pericolose".

Si è trovato in vacanza in Iran, a Teheran e dintorni, nei giorni in cui l’America di Trump decideva di colpire duro, uccidendo il generale Qasem Soleimani. E’ tornato a casa, nel comprensorio Oglio Po, due giorni prima che l’aereo ucraino si schiantasse al suolo, con 176 morti nell’incidente e tanti dubbi da parte dell’opinione pubblica (vero guasto oppure sabotaggio?). Peraltro, il rientro è avvenuto proprio su un aereo della stessa compagnia ucraina, la Ukraine International Airlines, “ma questo non è così casuale, dato che ne parte uno ogni ora da Teheran, poiché uno degli scali più utilizzati è la capitale ucraina Kiev”.

Messa così, quella di un uomo del comprensorio – che racconta la sua esperienza dietro la garanzia dell’anonimato concordata in sede di intervista – sembra essere stato una vera e propria Odissea. In realtà, per come la racconta e ricorda, la sua vacanza è andata avanti senza scossoni e senza grosse problematiche. “Quello che voglio dire è che l’immagine proposta dai media internazionali dell’Iran in questi giorni è distorta – spiega -. Io sono arrivato a Teheran proprio venerdì, il giorno in cui cioè Trump ha attaccato, portando alla morte di Soleimani. Facendo un paragone, è un po’ come se durante la Seconda Guerra Mondiale fosse stato ucciso in una rappresaglia su suolo americano Eisenhower. Eppure non ho visto, nei giorni in cui sono rimasto a Teheran, ripartendo poi la mattina del giorno del funerale del generale iraniano, reazioni scomposte o pericolose”.

“L’Iran – prosegue il racconto – è governato da un regime e di certo la maggioranza del popolo vorrebbe un cambiamento. Ma tutto è controllato e questo, tra tanti difetti, aiuta a limitare i crimini da strada, anzi li ha praticamente azzerati. E’ questo il motivo per cui Trump, nelle ultime ore, si è rivolto ai giovani iraniani per ingraziarseli, ipotizzando per loro un futuro più roseo e meno ingessato di quello che sta pianificando il regime. Ciò detto, la nazione si è comunque unita per celebrare la memoria di Soleimani, se è vero che migliaia di persone – anzi qualcuno ipotizza addirittura milioni – hanno affollato le strade di Teheran”.

Da italiano, o meglio da occidentale, ha avuto l’impressione di essere una sorta di “osservato speciale” dopo quanto accaduto? “No, assolutamente. Mi chiedevano più spesso di prima da dove venissi, questo sì, ma non ho notato diffidenza. Del resto la voglia di occidente c’è, inutile negarlo, o almeno questa è stata la mia impressione vivendo pochi giorni a Teheran. Proprio gli italiani sono molto amati, anche perché costituiscono una parte cospicua del turismo in Iran, seconda soltanto al popolo cinese”.

Venerdì, quando ha saputo dell’uccisione di Soleimani, come ha reagito? “Me ne sono accorto dalla televisione, proprio perché in strada non c’era stati incidenti o proteste di piazza. Un po’ di timore era naturale, inizialmente, poi però tutto è filato liscio. Faccio presente che il venerdì in Iran è giorno festivo, come da noi la domenica, dunque sarebbe bastato davvero poco – con le persone a casa dal lavoro – per vedere il popolo riversarsi in piazza e accendere focolai di protesta. Questo non è accaduto. Da parte mia ho vissuto semplicemente una grande dimostrazione di civiltà”.

Poi il rientro: due giorni dopo il suo arrivo un aereo della Ukraine International Airlines è caduto, senza lasciare superstiti. Si sente un miracolato? “Sinceramente no: se avessi dovuto prendere quel convoglio e avessi anticipato la partenza forse sì, ma io ho semplicemente seguito il mio percorso, senza cambiare praticamente nulla. La UIA serve Teheran con diversi aerei in partenza e in arrivo ogni giorno. Non entro nel merito dei motivi della caduta del convoglio, perché non ho informazioni a riguardo: di sicuro quella è una delle compagnie maggiormente presenti e attive nell’aeroporto di Teheran, con un aereo in partenza quasi ogni ora”.

G.G.

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