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Come sta il pianeta?
Valter Maggi ne ha
parlato al Mu.Vi. di Viadana

Quello che succedeva prima in diecimila anni, ora è avvenuto in soli 150 anni. Questo è preoccupante perchè lontano dai ritmi naturali. Fondamentali per la raccolta dei dati sono le spedizioni in Antartide e in Groenlandia dove vengono prelevati e analizzati campioni di ghiaccio

VIADANA –  Sabato scorso si è tenuta al MuVi di Viadana una conferenza organizzata dall’associazione Apeiron, in collaborazione con le classi 3As e 3Bs del liceo scientifico Sanfelice, riguardante il surriscaldamento globale e la conseguente fusione dei ghiacciai, la prima di una serie di conferenze del progetto scientifico Il clima che cambia…

Il glaciologo Valter Maggi, docente dell’università Bicocca di Milano, ha parlato al numeroso pubblico presente, dei cambiamenti che negli ultimi anni stanno condizionando la situazione climatica globale; l’esperto ha introdotto la tematica del surriscaldamento dell’atmosfera parlando dei recenti movimenti dei ghiacci del Monte Bianco. Ha trattato vari punti: dall’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, all’innalzamento del livello dei mari causato dalla fusione dei ghiacci polari – tutti fenomeni legati all’ attività antropica.

Il relatore si è soffermato sulla velocità con la quale la temperatura media globale e la quantità di particelle di anidride carbonica presenti nell’atmosfera si sono innalzate negli ultimi decenni: dunque, egli ha messo a confronto le variazioni del clima nelle epoche storiche con quelle che stiamo tutt’ora vivendo, le quali si mostrano troppo rapide per dipendere esclusivamente da cause naturali. Ciò implica un’evidente responsabilità da parte dell’uomo che sta indubbiamente contribuendo al surriscaldamento del pianeta. Quello che succedeva prima in diecimila anni, ora è avvenuto in soli 150 anni. Questo è preoccupante perchè lontano dai ritmi naturali.
Fondamentali per la raccolta dei dati sono le spedizioni in Antartide e in Groenlandia dove vengono prelevati e analizzati campioni di ghiaccio dai cui strati è possibile ricavare importanti informazioni sul clima di quasi 800mila anni fa, accedendo al cosiddetto “Archiavio naturale”, fatto di rocce, depositi e altri materiali, del nostro pianeta.

Alternando un linguaggio chiaro, diretto e a volte ironico, accompagnato da grafici specifici, il relatore ha saputo suscitare grande interesse e curiosità presso il pubblico, che si è reso consapevole che occorre fare scelte politiche, economiche, amministrative per limitare i danni ed evitare scenari catastrofici, così da dare un futuro alle prossime generazioni.

Adele Alberici – Elena Frattini – Andrea Baruffaldi – Luca Schiroli

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