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La stazione ferroviaria e quella
musica evocativa: così il Platina
ha celebrato il Giorno della Memoria

E’ stato lo stesso presidente rotariano Gianfranco Tripodi a leggere alcuni passaggi di deportati ad Auschwitz o nei campi della morte nazisti durante il periodo della Shoah. Passaggi in cui gli ebrei vengono definiti come pezzi. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

PIADENA DRIZZONA – Ha scelto un luogo perfetto, in quanto evocativo, il Platina International Festival per celebrare, in anticipo di 24 ore rispetto al calendario canonico, la Giornata della Memoria domenica pomeriggio. Letture e musica in stazione a Piadena Drizzona, per uno degli eventi clou del calendario – che giungerà fino ad agosto – della manifestazione organizzata dall’Accademia di Asola, dal Rotary Piadena Oglio Chiese e dal Comune piadenese.

E’ stato lo stesso presidente rotariano Gianfranco Tripodi a leggere alcuni passaggi di deportati ad Auschwitz o nei campi della morte nazisti durante il periodo della Shoah. Passaggi in cui gli ebrei vengono definiti come pezzi: 650 pezzi trasportati dai treni merci, con il mezzo che da veicolo commerciale divenne prigione ambulante e luogo di morte. Erano presenti, nella sala d’attesa della stazione casalasca, autorità civili, religiose e militari con il sindaco Giorgio Priori, ma anche i consiglieri di maggioranza e di minoranza. E ancora Giuseppe Morandi e il “Micio” Azzali per la Lega di Cultura di Pontirolo e don Antonio Pezzetti, parroco di Piadena Drizzona da qualche mese. Roberto Solci ha diretto il concerto con melodie tratte dalla tradizione ebraica.

Spesso oltre alla musica anche una inquadratura può risultare evocativa, ricordando l’orrore nazista dei lager con il volto di Solci, noto al grande pubblico per essere stato il pianista del film premio Oscar “Chiamami col tuo nome”, dietro le sbarre con la kippah, tipico copricapo ebraico, sopra la testa. Diversi i brani proposti da Andrea Rinaldi al violino, Roberta Bambace, direttrice artistica del festival, al pianoforte, Luca Truffelli al flauto, Fulvio Barontini all’oboe, Maurizio Rossi al clarinetto in Sib, Stefano Miglioli al fagotto, Alberto Bardelloni alla tromba, Roberto Micheli al corno in fa, Matteo Del Miglio al trombone. Dalla “Hebrew Melody” a “Prayer” alla “Symphony of Memory” (Sinfonia della memoria), nella versione del 2019 dello Yad Vashem per violino solista e piccola orchestra di fiati con pianoforte, a “Kaddish” di Maurice Ravel, fino a “Portrait of Woman” (Ritratto di donna) scritta dallo stesso Solci.

G.G.

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