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Viadana, D30 continuerà a
essere assistito al Don Calabria,
il comune stanzia 35 mila euro

Del minore dunque, anche per l'anno in corso, continuerà ad occuparsi il comune. Resterà nell'Istituto veronese. Il suo nome è D30, ma di questo poco importa. In fondo è la storia che emerge la cosa importante

VIADANA – Per chi legge il suo nome è D30. Ma poi, del nome che importa, in fondo sono le storie quelle importanti da raccontare, anche se emergono a tratti dagli albi pretori dei comuni. Con determina numero 43 del 28 gennaio 2020 l’amministrazione viadanese ha approvato la spesa di 35 mila euro a favore dell’Istituto Don Calabria di Verona, per un minore lì ricoverato.

“Richiamata la relazione di aggiornamento – si legge nel documento – depositata agli atti dell’ Ufficio sociale scrivente, in cui il Servizio Tutela minori del Distretto di Viadana , in ossequio al decreto del Tribunale per i minorenni di Brescia n. 573/15 del R.G.C.C., dispone la prosecuzione del progetto educativo-assistenziale in essere a favore del minore identificato con codice D30 ricoverato presso la medesima struttura nel territorio di Verona.

Considerato che permane la situazione di grave fragilità sociale e sanitaria del suddetto minore, in carico al Comune di Viadana, date le condizioni generali della madre, la quale non è in grado di provvedere alla crescita e alla gestione quotidiana ed educativa dello stesso poiché appartenente ad un nucleo famigliare caratterizzato da grave povertà sociale, materiale e relazionale.

Preso atto della disponibilità da parte del suddetto Istituto di procedere con l’accoglienza del minore in questione, affetto peraltro da severi problemi di salute, mettendo a disposizione tutte le risorse necessarie a favorire la permanenza in comunità, la frequentazione scolastica, la partecipazione alle attività educative, di animazione, ricreative e sportive, il supporto educativo individualizzato e la presa in carico terapeutica”.

Del minore dunque, anche per l’anno in corso, continuerà ad occuparsi il comune. Resterà nell’Istituto veronese. Il suo nome è D30, ma di questo poco importa. In fondo è la storia che emerge la cosa importante di cui tenere conto.

N.C.

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