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Museo del Bijou, ultimi
giorni per poter vedere
la mostra di Lea Stein

Domenica 2 febbraio l'ingresso al Museo del Bijou e alla mostra sarà gratuito (#domenicalmuseo) mentre nella giornata di lunedì 17 febbraio (dalle 11 alle 17) sarà possibile acquistare i bijoux firmati Lea Stein dell’antiquaria milanese Lorena Taddei

CASALMAGGIORE – Ancora pochi giorni utili e cala il sipario sulla straordinaria mostra che il Museo del Bijou di Casalmaggiore ha dedicato all’artista francese Lea Stein. Scadrà domenica 16 febbraio il termine per ammirare le centinaia di creazioni in fogli di acetato di cellulosa che i coniugi Steinberger hanno realizzato dagli Anni ’60 in poi con una tecnica ancora oggi segreta e inimitabile. Nelle teche della Sala Zaffanella, pervenuti direttamente dall’archivio parigino di Lea Stein, sono esposte le spille più rare, tra cui spiccano le favolose serigrafate, gli oggetti di tabletterie (compresi i prototipi Guerlain), bracciali, anelli, collane e bottoni, in un tripudio di colori, forme e fantasie dal tratto inconfondibile. Di questo affascinante scenario fanno parte tutti i suoi “personaggi” più famosi (dalla Ballerina alla Carmen, alla Tuffatrice, a Marcella, ai Mandarini). Inoltre gli animali (il cane Ric, il gatto Gomina, il Lemure, la Volpe), insieme agli oggetti e ai protagonisti dell’Ile aux Enfants. La mostra, durante tutto il periodo, ha suscitato enorme interesse da parte dei collezionisti e degli ammiratori italiani e internazionali, giunti a Casalmaggiore da ogni parte del mondo (dalla Gran Bretagna alla Francia, alla Germania, ai Paesi Bassi, fino alla Tasmania). Era difficile, visto il seguito che ha Lea Stein, perdere un’occasione unica come questa, dal momento che si è trattato della prima esposizione “ufficiale” autorizzata e curata personalmente dalla stessa artista, che ha presenziato all’inaugurazione insieme alla figlia Carole. Prima del vernissage ha voluto supervisionare con minuzioso scrupolo la disposizione di ogni suo gioiello nelle teche espositive dopo aver seguito in precedenza ogni singolo aspetto della stesura del catalogo. Domenica 2 febbraio l’ingresso al Museo del Bijou e alla mostra sarà gratuito (#domenicalmuseo) mentre nella giornata di lunedì 17 febbraio (dalle 11 alle 17) sarà possibile acquistare i bijoux firmati Lea Stein dell’antiquaria milanese Lorena Taddei, che ha curato l’esposizione e scritto con il marito Roberto Cavaglià i testi del catalogo.

Lea Stein – Artista francese, considerata la designer più innovativa nel campo dei gioielli in materiale plastico, ha scelto il Museo del Bijou per raccontare la sua vita e soprattutto il percorso creativo che l’ha resa una vera icona di stile, adorata da collezionisti di tutto il mondo. A rendere possibile questa mostra, prima in Italia, Lorena Taddei, antiquaria milanese, già collaboratrice fin dal 2017 del Museo del Bijou ai tempi della mostra “Galalite, bachelite & Co. 121 impugnature d’ombrello e altre meraviglie”, che ha fatto da trait d’union fra l’artista e il Museo. Proprio da un bottone parte l’avventura sentimentale, e poi anche professionale, di Lea e Fernand Steinberger: si incontrano per caso, lui si complimenta per un originale bottone che lei indossa e… scatta la scintilla. Solo alcuni anni dopo quell’incontro, però, i due si ritrovano e possono unire le loro vite e le loro passioni. Nata nel 1936 a Parigi da famiglia ebrea di origine polacca e sfuggita agli orrori della guerra, Lea Stein ha iniziato la produzione delle sue spille negli anni ’60. “Immergersi nel mondo delle creazioni di Lea Stein-scrive la curatrice della mostra- è un’esperienza totalizzante: colori e forme molteplici si rincorrono dando vita a monili vibranti dai tratti puliti che trasmettono l’essenza dei soggetti rappresentati e la variegata personalità artistica dell’autrice”. Ricordiamo, fra i numerosissimi appassionati di Lea Stein, anche l’ex Segretario di Stato USA Madeleine Albright, che ha incluso nel suo libro “Read my pins” alcuni bijoux dell’artista francese al fianco della sua famosa collezione personale di magnifici gioielli; e ricordiamo che Lea Stein ha risposto all’appello della senatrice australiana Christine Milne creando la spilla Lemure, per la salvaguardia di questa specie in via di estinzione in Tasmania. Lorena Taddei in questa esposizione ne racconta la storia, alcuni aneddoti legati all’ispirazione creativa, alla produzione, alla diffusione e al successo del marchio sulla base delle lunghe chiacchierate con Mme Lea e Mr Fernand.La mostra (aperta fino al 16 febbraio 2020 nella Sala Zaffanella del museo) è curata da Lorena Taddei, in collaborazione con Roberto Cavaglià, Elisabetta Ghidini e Paolo Zani, e con le foto di Luigi Briselli. Traduzioni di Silvia Tomasoni.

Il Museo del Bijou di Casalmaggiore – Unico in Italia, il Museo del Bijou, fondato nel 1986 a Casalmaggiore, storico e importante distretto di bigiotteria sorto nel XIX secolo, ospita oltre 20 mila pezzi di bigiotteria, dalla fine dell’Ottocento alle soglie del nuovo Millennio.

Indirizzo: Via Porzio 9, Casalmaggiore (CR) – nel centro storico, a pochi passi da Piazza Garibaldi

Orario: da martedì a sabato: 10.00-12.00 / 15.00 – 18.00; domenica e festivi: 15.00- 19.00

Ingresso: intero € 3,00; ridotto € 2,50; cumulativo con il Museo Diotti € 4,50. Gratuito la prima domenica del mese e con l’Abbonamento Musei Lombardia. Visita guidata € 45,00.

Per le scolaresche: attività didattiche (in collaborazione con la Biblioteca Civica Mortara) € 4,00 ad alunno; la sola visita alla mostra è gratuita.

Informazioni e prenotazioni: telefono 0375/205344 – 0375/284424 (Ufficio Cultura del Comune) – 0375/43682 (Biblioteca Civica Mortara)

web www.museodelbijou.it; e-mail info@museodelbijou.it

Distanze: 25 km da Parma, 40 da Cremona e Mantova, 140 da Milano

Come raggiungere il Museo:

in auto da Parma/Mantova/Viadana: entrati in Casalmaggiore, oltrepassare la rotatoria e al primo incrocio svoltare a sinistra; al semaforo svoltare a destra in via Porzio

in auto da Cremona/Brescia: oltrepassare due rotatorie e quindi svoltare a destra; al semaforo svoltare a destra in via Porzio

in treno: linea ferroviaria Parma-Brescia (stazione a 1 km dal Museo).

redazione@oglioponews.it

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