Politica

Ciclabile del Circuit, passa l’ordine del giorno: ora caccia alle risorse

Non c’erano grossi dubbi, dopo la spinta arrivata anche dalla Provincia di Cremona e dopo una prima promessa strappata all’assessore Claudia Maria Terzi. Ma ora c’è il nero su bianco

Il Cremona Circuit visto dall'alto

Il primo a dare la notizia, poco dopo la mezzanotte a seduta quasi conclusa, è stato il consigliere Matteo Piloni del Partito Democratico. L’ordine del giorno che impegnava la giunta regionale a trovare risorse per la ciclopedonale del Cremona Circuit, da San Martino del Lago a Cingia de’ Botti, è stato approvato. Serve più di un milione di euro, circa 1.2 milioni anzi, ma l’impegno c’è.

Non c’erano grossi dubbi, dopo la spinta arrivata anche dalla Provincia di Cremona e dopo una prima promessa strappata all’assessore Claudia Maria Terzi. Ma ora c’è il nero su bianco di un documento approvato dal consiglio regionale, appunto.

Anche Marcello Ventura, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, plaude all’iniziativa, confermando la natura bipartisan della stessa, senza colore politico. “Nel territorio casalasco – spiega Ventura – sono previsti una serie di interventi volti a migliorare i collegamenti tra i centri abitati, favorire una maggiore accessibilità e accrescere l’attrattività del territorio, anche mediante la valorizzazione delle sue potenzialità turistiche ed economiche. La presenza del Cremona Circuit costituisce un importante elemento di attrattività per l’intero territorio casalasco e rende opportuno promuovere interventi infrastrutturali in grado di migliorarne l’accessibilità e l’integrazione con i comuni limitrofi”.

Considerando che durante le giornate del Superbike la strada provinciale, per motivi di sicurezza e per una migliore accessibilità al circuito, viene chiusa, la realizzazione di un collegamento ciclopedonale tra i Comuni di San Martino del Lago e Cingia de’ Botti consentirebbe di migliorare la connessione tra i due centri abitati, favorendo forme di mobilità sostenibile ed incrementando la sicurezza degli spostamenti di cittadini, lavoratori e visitatori; inoltre,  tale infrastruttura rappresenterebbe un’importante occasione di valorizzazione della rete della mobilità lenta, favorendo una maggiore integrazione tra il Cremona Circuit, i percorsi ciclopedonali esistenti e le risorse ambientali, paesaggistiche e culturali del territorio. Da qui l’ok all’ordine del giorno: adesso si fa sul serio.

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