Cronaca
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Addio al ragazzo della Folgore, Spessa saluta Pino Degrada: "Per te cieli blu"

Degrada - brevetto 1416 della Folgore - è stato ricordato da Roberto Magarini, suo grande amico che ha ereditato il suo basco e ha ringraziato figlio e nipoti, in particolare Ilaria, per avere donato a Pino la migliore qualità di vita possibile negli ultimi anni. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

SPESSA – E’ arrivato dal Comandante della Brigata Folgore Beniamino Vergori, con l’augurio Cieli Blu, il saluto finale a Giuseppe Degrada, spentosi domenica a quasi 99 anni e reduce di El Alamein, dove combatté – appena 21enne – tra il 23 ottobre e il 6 novembre 1942. Il piccolo paese di Spessa Po, nel pavese, dove Degrada era nato, s’è raccolto – rappresentato dal vicesindaco Doriana Verdi – per salutarlo martedì mattina.

Accompagnato dal figlio Claudio, dai nipoti e dai labari di una decina di diverse sezioni dell’Associazione Paracadutisti, tra cui anche Cremona, dai baschi amaranto della Folgore e, per il Casalasco, dal sindaco di Solarolo Rainerio Vittorio Ceresini, in qualità di amico, e da Bruno Visioli, padre di Rossano, parà di Casalmaggiore morto in missione nel 1993, Degrada – brevetto 1416 della Folgore – è stato ricordato da Roberto Magarini, suo grande amico che ha ereditato su volontà di Giuseppe il suo basco e ha ringraziato figlio e nipoti, in particolare Ilaria, per avere donato a Pino la migliore qualità di vita possibile negli ultimi anni.

Degrada era uno dei ragazzi del Maggiore Rossi, colui che il 23 ottobre 1942 fece suonare la carica nonostante la soverchiante forze nemica. Anche Fabio Cristofolini, commosso, ha salutato il leone di El Alamein, che per 30 anni aveva vissuto a Casalmaggiore, rendendosi utile come volontario presso l’ospedale e la Cooperativa Santa Federici nell’età della pensione. Amico di Gianni Brera, Degrada è stato ritratto poi dalle parole del Colonnello Maurizio Fioravanti, che nel 2003 era con Pino quando tornò ad El Alamein per la prima volta. Dopo il saluto dal Consiglio Nazionale Paracadutisti, è toccato appunto al Generale Vergori, che ha parlato non di vuoto, ma di eredità. Infine il silenzio, il picchetto d’onore e il canto dei parà “Sui monti e sui mar” per accompagnare Degrada alla cremazione e all’ultimo viaggio a Canevino, sempre nell’Oltrepò pavese, dove le sue ceneri riposeranno, lasciando alle spalle una storia unica ed edificante.

Giovanni Gardani

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