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Cingia, alla Fondazione
Germani il mercato degli
abbracci fa ancora centro

Al mercato possono accedere pure i parenti degli ospiti, che però devono pagare con un baratto più ortodosso, ossia uno scambio tra due oggetti: ogni cosa comprata presuppone cioè che ne venga lasciata una sui banchi di eguale valore. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CINGIA DE’ BOTTI – Un mercato molto speciale dove i soldi sono banditi, perché sarebbero troppo banali e troppo poco “umani”, per così dire. Un mercato in cui il baratto è originale e serve prima di tutto a fare gruppo e suscitare buoni sentimenti. A organizzarlo è la direzione della Casa di Riposo della Fondazione Germani di Cingia dè Botti, che una volta al mese ha pensato di mettere in piedi un pomeriggio particolare per i suoi ospiti e per i loro famigliari.

Lo schema è semplice, l’idea rimane senza dubbio geniale: chi vuole può donare qualsiasi materiale non interessi più in casa. Si va dall’abbigliamento per uomo e donna, all’oggettistica di qualsiasi genere, agli accessori, a libri o giornali. Di tutto un po’: inizialmente a donare erano i parenti degli ospiti della struttura, poi dopo le prime due edizioni del mercatino la voce si è sparsa e ora chi partecipa con un contributo anche minimo giunge spesso da fuori. Una volta che gli oggetti vengono messi in vendita, per comprarli servono gesti semplici di affetto: a seconda del valore viene richiesto un bacio, un abbraccio, una carezza. A volte ogni gesto può essere moltiplicato per due o per tre. E peraltro qualche nonno, particolarmente contento dagli oggetti appena acquistati, decide di lasciare una mancia: al posto di un abbraccio, due baci…

“Si tratta – spiega – la dott.ssa Isabella Salimbeni, Direttore Sanitario della Fondazione “di un modo per restituire normalità alla vita dei nostri Residenti, dare loro la possibilità di fare scelte autonome, migliorare la loro autostima, favorire momenti relazionali alla pari”. Ovviamente al mercato possono accedere pure i parenti degli ospiti, che però devono pagare con un baratto più ortodosso, ossia uno scambio tra due oggetti: ogni cosa comprata presuppone cioè che ne venga lasciata una sui banchi di eguale valore. E alla fine merenda offerta per tutti, in attesa dell’appuntamento di marzo: nel segno della socialità, di un bacio o di un abbraccio.

G.G.

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