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Jesse Davis racconta Parker:
un workshop per pochi intimi
ma con tanto da imparare

Nota di demerito agli assenti: si parla tanto di bisogno di musica a teatro e di Jazz ma poi dinnanzi a un’occasione del genere i presenti erano davvero pochi. L’augurio è che stasera vada meglio. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Il grande concerto jazz per ricordare Charlie Parker nel centenario della sua nascita sarà questa sera, dalle ore 21, con un doppio appuntamento. A ricordarlo è Jesse Davis, uno dei migliori musicisti di sax contralto al mondo, che a Casalmaggiore guiderà il suo quartetto dopo l’introduzione riservata al Modena Jazz Lab Festival. Giovedì sera però al Teatro Comunale, accompagnato da Giulio Vannini che sul palco di Casalmaggiore già era salito per il Jazz Day 2019, Jesse ha raccontato se stesso e spiegato perché Parker sia stato davvero per lui una ispirazione.

A cominciare dalle sue prime lezioni, col papà di Wynton Marsalis, Ellis Marsalis, trombettista americano di grande livello, già a 12 anni. Una narrazione particolare, quella di Jesse, passata da parole e musica. Perché oltre la storia del jazz, poi c’è la musica e perché la messa in pratica della stessa teoria è, in fin dei conti, quello che ogni musicista sente al momento dell’esibizione. Il workshop di Davis, rispetto a quello precedente di Mark Sherman e Bob Franceschini, è stato meno tecnico – pur non mancando alcuni aspetti di questo tipo – e più storico.

Charlie Parker come padre del bebop, rivoluzionaria branca del jazz al tempo, è stato raccontato anche da Vannini. Abbandonato dal padre, iniziò a suonare a 12 anni il sax e creò assieme a Dizzy Gillespie una nuova corrente che, a Kansas City, rispetto al jazz classico divenne d’avanguardia: nasceva il bebop. Il passaggio al Club Minton sulla 52esima strada a New York fece esplodere il movimento. Un legame con Casalmaggiore riferito a questa grande storia, peraltro, passa da Phil Wood, colui che sposò la vedova di Parker e che proprio al Comunale anni fa si era esibito. Nota di demerito agli assenti: si parla tanto di bisogno di musica a teatro e di Jazz ma poi dinnanzi a un’occasione del genere i presenti erano davvero pochi. L’augurio è che stasera vada meglio.

G.G.

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