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Sindaci di cremonese e casalasco
verso una posizione unitaria
in difesa dei nostri ospedali

È stato posto con forza il tema di una revisione del dm 70/2015 sia dal sindaco Bongiovanni che da Marchi. Pertanto le istanze verranno rivolte anche al ministro della salute per cercare lo spazio di condivisione di correttivi.

Non si è ancora arrivati a un documento unitario dei sindaci, da sottoporre all’assessore regionale Gallera il prossimo 18 febbraio, ma un primo passo è stato fatto, venerdì pomeriggio in sala Consulta. Una quarantina i presenti, dell’area casalasca e cremonese. Il sindaco Galimberti ha illustrato le motivazioni che hanno portato alla convocazione, con l’esigenza di condividere un percorso che porti all’incontro del 18 febbraio con l’assessore Gallera qualcosa di concreto e unitario, sia per quanto riguarda l’UTIN che più genericamente sui Poas (piani organizzativi strategici dgli ospedali) in via di definizione. 

Sulla stessa linea l’intervento del presidente della Provincia Mirko Signoroni. Il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni ha illustrato il percorso già avanzato sul casalasco incentrando la questione su quanto accaduto nel suo comune dove, stante la chiusura di alcuni reparti, si è arrivati ad un progressivo calo dei numeri che hanno poi generato altre chiusure. Un circolo vizioso che rischia di ripetersi anche a Cremona. Ha inoltre chiesto di utilizzare terminologie che non siano volte a delegittimare il lavoro e la qualità dei servizi presso l’ospedale maggiore di Cremona onde evitare lo stesso risultato. Questo è stato condiviso dall’assemblea che ha espresso totale fiducia nei medici e nel personale che opera nel nosocomio, spesso in condizioni difficili.

Mariani, primo cittadino di Stagno Lombardo e firmatario di un ordine del giorno insieme al collega di Gerre de’ Caprioli Marchi, ha sottolineato come l’esigenza di una presa di posizione forte e unitaria lontana dalle logiche di partito sia fondamentale perché è quello che la gente “ci chiede e chiede alla politica”.

Marchi ha quindi illustrato i punti principali della bozza di documento che si è scelto di non portare nelle giunte ma si è deciso di sottoscrivere tra sindaci e pare che abbia incontrato il parere favorevole di tutti. Si procederà quindi ad un alleggerimento del documento originale focalizzando l’attenzione su alcuni punti che sono stati ritenuti prioritari:

  • stop al declassamento dell’utin
  • Coinvolgimento del territorio durante la stesura dei POAS
  • Gestione delle liste di attesa 
  • Mancanza di strutture DEA (dipartimento di emerga – urgenza) di secondo livello nel sud Lombardia 
  • Situazione dei medici di famiglia 
  • Rilancio strategico volto a trattenere i medici presso il nostro ospedale 

Questi punti verranno adesso elaborati con attenzione e verranno sottoposti nuovamente ad una plenaria di sindaci venerdì 14 alle ore 17.00 per la firma.

Si è valutato anche di ampliare la delegazione che si presenterà da Gallera, previa autorizzazione dello stesso, con nomi da valutare nei prossimi giorni.

Complessivamente il territorio ha risposto presente alle sollecitazioni di Mariani e Marchi che in modo forse provocatorio hanno alzato i toni per portare in cima all’agenda un tema fondamentale come il diritto alla salute. La posizione unitaria sarà ufficiale quindi venerdì prossimo  ma le prospettive al momento sono positive.

È stato posto con forza il tema di una revisione del dm 70/2015 sia dal sindaco Bongiovanni che da Marchi. Pertanto le istanze verranno rivolte anche al ministro della salute per cercare lo spazio di condivisione di correttivi che possano tutelare i nostri territori. L’obiettivo è individuare una gamma di servizi essenziali e primari che non possano essere carenti in ogni capoluogo e in generale nel territori marginali e più lontani dai grandi centri urbani, “fermo restando il fatto – dicono i sindaci – che non siamo contrari ad una specializzazione dei vari istituti ospedalieri su tematiche particolari anche fuori dal territorio provinciale”.

Foto Sessa

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