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Oglio Po: due nuovi letti
funzionali per l'ecografia.
Dono della dottoressa Marenzi

VICOMOSCANO – Il passato che è ancora (e per fortuna) presente ed il presente che non è ancora (e per sfortuna) futuro. E perdonateci il calembour, ma partiamo da qui. Dalla dottoressa Cinzia Marenzi, che è il passato presente e dalla dottoressa Laura Romanelli facente funzioni momentaneo (in attesa che si compia la beata speranza ed arrivi un effettivo) che è il presente e non ancora futuro. La speranza è che possa essere – visto l’entusiasmo, la conoscenza e la professionalità mostrata in conferenza stampa – la stessa dottoressa Romanelli a restare ad Oglio Po. Sperare è sempre lecito, ma è esercizio quasi mai a lieto fine per quel che riguarda il nosocomio Casalasco.

In fondo la presentazione alla stampa dei due nuovi lettini visita a due sezioni con regolazione elettrica per gli ambulatori di Ecografia (1090 euro l’uno) a disposizione dei pazienti – seppur cosa straordinaria ed encomiabile – è una bella notizia che fa certo piacere, ma non deve far dimenticare il resto.

La donazione dei due lettini è nata da un nobilissimo gesto della dottoressa Cinzia Marenzi, ex direttore del dipartimento di Medicina Radiologica e di Laboratorio dell’Oglio Po, che ha deciso di donare la somma raccolta in occasione della festa per il pensionamento nel settembre scorso nello spazio di E-Bio di Patrizio Sartori agli amici dell’ospedale Oglio Po che poi hanno deciso per l’acquisto dei due strumenti utilissimi per il reparto. Due lettini che rendono più agevole sia il lavoro dei medici e dei tecnici che il ‘collocamento’ del paziente per gli esami, soprattutto se il paziente è affetto da patologie invalidanti.

La consegna ‘ufficiale’ (i due strumenti sono già operativi da qualche tempo) è avvenuta ieri mattina alla presenza della dottoressa Marenzi, del dottor Claudio Toscani, per l’associazione Amici dell’ospedale Oglio Po, della facente funzioni dottoressa Laura Romanelli, della coordinatrice Mariangela Storti, dell’infermiera Elisabetta Bacchi e di Maria Rosa Ghizzardi, in rappresentanza della direzione ospedaliera.

Si è parlato dei due lettini nuovi, ma pure di tanto altro a cavallo tra la stanza dell’eco e il corridoio.

Quasi un’ora di colloquio cordiale con la stampa dopo le parole introduttive del dottor Claudio Toscani che dopo aver ringraziato l’ex dirigente Marenzi per la donazione ed averla omaggiata con una pen drive con tutte le foto dei festeggiamenti del pensionamento, ha parlato della giornata oncologica e di un dato che fa riflettere: “Tutti i tumori, in provincia di Cremona, sono in decrescita. Tutti tranne uno, quello alla mammella”. A questo campanello di allarme il responsabile dell’associazione Amici dell’Ospedale Oglio Po ne ha collegato un altro: “Nel cremonese, tanti inviti allo screening mammario gratuito cadono nel vuoto. A Cremona agli inviti (inviati a tutte le donne dopo i 50 anni, ndr) risponde il 45% delle donne, nella vicina Mantova siamo al 70%”.

Un esame che tutte le donne dovrebbero fare, in ottica preventiva poiché prima si agisce e meglio è. Tra l’altro lo screening gratuito è un esame serissimo. Le ‘radiografie’ vengono prese in esame da due diversi radiologi e se almeno uno riscontra anche il minimo segnale di qualcosa che potrebbe non andare, chi ha fatto l’esame viene richiamato per ulteriori accertamenti entro 30 giorni dal primo esame.

Come ha spiegato il dottor Toscani, spesso le donne decidono, quando sentono di avere un problema, di rivogersi agli ambulatori per una mammografia clinica e ci si rivolge al medico quando si ‘sente’ di avere un problema. “Lo screening gratuito viene fatto a donne presumibilmente sane, e la scelta di non farlo non sempre paga. Una diagnosi precoce è importantissima in questi casi”.

L’entusiasmo della dottoressa Romanelli l’ha spinta a dire che questo è uno degli ambiti in cui Oglio Po dovrebbe concentrarsi. Ha voglia di fare, di mantenere l’altissimo livello che il reparto ha sempre avuto. Bello a dirsi, e siamo convinti che cercherà ogni strada per poter tenere fede ad una volontà precisa. Ma i problemi nel reparto, come in tanti altri ambiti dell’ospedale, restano. Manca lo strumento per un esame il più possibile completo alla luce delle nuove tecnologie. “Serve un altro mammografo per l’Oglio Po – ha sottolineato la dottoressa – un mammografo full optional con la possibilità di tomosintesi”. Si fa quel che si può (ed è già tantissimo) con quello che si ha. Ma questo non esime dal chiedere quello che servirebbe anche perché l’Oglio Po ha accumulato, negli anni, un discreto credito tra ciò che c’era e quello che è stato tirato via. Se solo venissero mantenute tutte le promesse – anche quelle del sommo Giulio venuto a Casalmaggiore a gennaio con un cronoprogramma preciso – forse qualche passo in più potrebbe essere fatto. Se solo si mantenessero tutte le promesse. Tra le altre cose che sono emerse (dirle non costa nulla) l’esigenza di una nuova TAC, magari di quelle di ultima generazione. E l’integrazione del personale dove manca.

Si è parlato anche di altri strumenti nell’ambito della diagnostica che andrebbero riammodernati, sia nel software che nell’hardware, ma il discorso sarebbe lungo e non riguarderebbe il pezzo, nato per scrivere dell’inaugurazione dei due letti. Dono di un privato per mezzo di un’associazione fatta da privati.

“Quando vengo qui – ha aggiunto il dottor Toscani – sono sempre contento di vedere con quanto entusiasmo si affronta il lavoro. La radiologia è sempre stato un fiore all’occhiello dell’ospedale casalasco. Noi cerchiamo di dare una mano a tutti, ed altre donazioni abbiamo in previsione per il futuro. Anche cose piccole, che a volte mancano. Ascoltiamo tutti e a tutti cerchiamo di dare una mano. Tutto quello che compriamo viene concordato con la direzione perché noi effettuiamo la donazione, ma poi l’ospedale se ne prende carico”. Il dottor Toscani ha ricordato anche le promesse disattese, le esigenze del nosocomio e la qualità di un servizio che continua ad essere offerto al massimo livello, nonostante tutto.

Si va avanti dunque, con due letti più moderni in più per gli esami ecografici, con un ecografo nuovo, con alcune carenze e con tanto ottimismo ed entusiasmo. Quello della dottoressa Marenzi che non è mai venuto meno proprio per l’altissima considerazione che ha sempre avuto per l’ospedale e per il suo lavoro (si è pure offerta extralavoro, di seguire chi l’avrebbe sostituita nei primi tempi, anche se chi la dovrebbe sostituire in maniera definitiva ancora non c’è), quello della dottoressa Romanelli – sin che ci sarà – che lavora, pur non dimenticando di chiedere quello che serve per un più completo lavoro di tutti. Quello di tutto il personale di un nosocomio di frontiera che, da quando è nato dopo la chiusura di tre ospedali diversi, si è visto togliere molto di più di quello che ne ha avuto in cambio.

La radiologia ha obiettivi buoni e Amici importanti. Ed è pure evidente che – questi ultimi e qualche speranza in più – se li merita.

N.C.

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