Commenta

Per il vescovo Napolioni un weekend
intero in visita alla parrocchia
di Roncadello, Cicognara e Cogozzo

Il Vescovo al suo arrivo ha chiarito l’obiettivo della visita, paragonandola a una caccia al tesoro, dove il tesoro è l’esperienza della fede, dell’amore e del Vangelo condivisi tra le famiglie nella vita di tutti i giorni, nascosta anche nelle persone di altre culture.
Foto e testo dal sito della Diocesi di Cremona

Da venerdì 14 a domenica 16 febbraio si è svolta la Visita pastorale del vescovo Antonio Napolioni nell’unità pastorale “Beata Vergine delle Grazie” di Roncadello, Cicognara e Cogozzo. Il Vescovo al suo arrivo ha chiarito l’obiettivo della visita, paragonandola a una caccia al tesoro, dove il tesoro è l’esperienza della fede, dell’amore e del Vangelo condivisi tra le famiglie nella vita di tutti i giorni, nascosta anche nelle persone di altre culture che, pur non conoscendo Gesù, vivono tra noi.

Il tema del rapporto con le altre culture è stato ripreso dal Consiglio pastorale riunitosi sabato, che ha posto le basi per un lavoro di avvicinamento, conoscenza ed evangelizzazione che poi dovrà essere portato avanti nel prossimo futuro. Nei tre giorni il vescovo ha visitato anche alcuni malati e anziani nelle case, perché anche in queste persone, spesso ai margini della società, è nascosto il Vangelo di Gesù. Molto apprezzati da parte della gente sono stati gli incontri che il Vescovo ha tenuto in questi giorni: il primo con i catechisti e i genitori dei bambini dell’iniziazione cristiana; il secondo con gli imprenditori, gli artigiani e i commercianti; a seguire è stata la volta dei giovani e quella di tutti i volontari e gli operatori pastorali. Ha suscitato piacevole stupore il modo di porsi del vescovo allo stesso livello della gente, che ha creato quel clima di semplice familiarità che ha permesso a tutti di esprimersi liberamente senza timore reverenziale.

L’incontro col mondo produttivo è ben riuscito, a detta dei convenuti, in quanto il vescovo, pur non potendo lui risolvere i noti e complessi problemi economici di oggi, ha suggerito a tutti di fare la propria parte per migliorare la società, svolgendo il proprio lavoro mantenendosi fedeli ai principi della dottrina sociale della Chiesa, che pone al centro la Persona. La condivisione di queste idee fa sentire tutti più solidali e speranzosi per il futuro.
Toccante è stato l’incontro con i giovani, i quali hanno manifestato le difficoltà e gli aspetti positivi del loro vivere la Chiesa: il vescovo, riportando anche la propria esperienza personale in gioventù, ha riconosciuto come forse molti cristiani di oggi siano più preoccupati di “fare molte cose” e meno preoccupati di mostrare il volto di Cristo Vivo; ha poi invitato i più dubbiosi a sentirsi cercati come la pecorella smarrita, mettendosi in marcia nel cammino della vita, trasformando le difficoltà in opportunità, con la convinzione che Gesù è venuto per salvare ciascuno di noi.

L’esortazione a “non temere” – locuzione presente nella Bibbia 365 volte – è stata ripresa anche nell’incontro di sabato sera con i volontari, meglio definiti discepoli missionari. La visita pastorale si è conclusa con l’Eucarestia domenicale, in cui il Vescovo ha ringraziato tutta la comunità per aver dato testimonianza che il cammino di un’unità pastorale è possibile, fecondo e gioioso, invitando però i presenti a non sentirsi arrivati, ma a far propria l’inquietudine missionaria di Cristo, ascoltando la Sua Parola e permettendo così che, con il nostro impegno, sia Lui l’artefice della novità della nostra vita.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Commenti