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Coronavirus e scuola: protocollo
a sostegno dei genitori lavoratori.
Riapertura il 9 marzo? Fake news

Le delegazioni dell’amministrazione comunale di Cremona, delle organizzazioni sindacali più rappresentative e delle categorie economiche territoriali si sono incontrate per garantire un’attenzione costante volta al mantenimento delle attività produttive e dei livelli occupazionali.

Le scuole cremonesi si attrezzano per il possibile prolungamento delle vacanze forzate a causa del Coronavirus fino al 1 marzo come recita l’ordinanza di domenica scorsa di Ministero della Salute e Regione Lombardia. In attesa di sapere se dal 2 marzo le aule riapriranno, le scuole si stano organizzando per le lezioni e i compiti a distanza, su espressa direttiva del Provveditorato agli studi. Al liceo Manin, ad esempio, la preside Mirelva Mondini mediante una circolare apparsa sulle pagine riservate a studenti e genitori sta invitando i ragazzi a tenersi aggiornati su compiti e lezioni. Ma il discorso vale per tutte le scuole della provincia di Cremona e di quella di Mantova.

Vengono quindi specificate le varie modalità: i professori annoteranno le attività da eseguire a distanza sul  registro elettronico Nuvola; per studiare si possono utilizzare le applicazioni della piattaforma Google Education; per gli scambi di informazioni studenti e docenti sono invitati ad utilizzare l’indirizzo di posta elettronica individuale e quello del gruppo classe: tutte modalità che gli studenti hanno già sperimentato anche durante le normali attività scolastiche. “So – si legge ancora – che alcuni di voi stanno già lavorando a distanza con i loro insegnanti e proprio a partire da queste prime esperienze abbiamo messo a punto delle indicazioni per tutti, affinchè in modo organizzato insieme riusciamo a far fronte alle esigenze di questa situazione straordinaria ed auspicabilmente non duratura”

La preside si rivolge poi direttamente agli studenti: fate leva sulle vostre capacità; abbiate un atteggiamento di collaborazione con i vs insegnanti;  sappiate trasformare questa sosta forzata in un’occasione per apprendere cose nuove e per migliorare il vostro approccio allo studio. E viene anche assicurato che “al rientro a scuola avrete modo di ricalendarizzare insieme ai vostri insegnanti le verifiche saltate per evitare di sommarle a quelle già regolarmente programmate”.

Nel frattempo si stanno moltiplicando le fake news che simulano circolari istituzionali e che diffondono false  informazioni circa il ritorno tra i banchi di scuola. Una di queste, datata 26 febbraio e che sta ingannando anche molti genitori cremonesi, a firma di un fantomatico dirigente dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia, parla di sospensione delle attività didattiche fino all’8 marzo. In realtà la decisione verrà presa dal Ministero della Salute e dalla Regione Lombardia, solo nel fine settimana in base all’andamento dei contagi.

A proposito di questo tema, individuare forme condivise di sostegno ai genitori, che sono dipendenti e lavoratori e hanno a casa i figli per la chiusura delle scuole a seguito dell’emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus Covid-19, è la finalità di quanto concordato, attraverso un apposito protocollo d’intesa, promosso dal Comune di Cremona e firmato giovedì pomeriggio, nella Sala del Consiglio Provinciale, dal sindaco di Cremona, dal Prefetto, dai rappresentanti delle categorie e associazioni economiche, dei sindacati, degli ordini professionali, dal presidente della Provincia di Cremona e dalle aziende sociali del territorio.

Le delegazioni dell’amministrazione comunale di Cremona, delle organizzazioni sindacali più rappresentative e delle categorie economiche territoriali si sono incontrate per garantire un’attenzione costante volta al mantenimento delle attività produttive e dei livelli occupazionali, in modo da tutelare il sistema delle imprese e del lavoro, con particolare attenzione a mettere in atto forme di sostegno alla genitorialità dei lavoratori dipendenti, in difficoltà ad essere costantemente presenti sul posto di lavoro a causa dell’emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus Covid-19.

“A seguito della chiusura dei nidi, dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, come disposto dal Ministero della Salute d’intesa con Regione Lombardia, molti lavoratori dipendenti sia pubblici che privati stanno riscontrando difficoltà nella gestione dei propri figli soprattutto nei casi in cui entrambi i genitori devono assolvere ai doveri lavorativi, oppure il genitore sia uno solo, situazione che rende ancor più complessa l’organizzazione famigliare. Da qui la decisione condivisa di intraprendere azioni mirate per dare loro un sostegno” fa sapere il Comune in una nota.

Con l’intesa siglata le parti “concordano sull’opportunità di prevedere, sulla base delle normative già emanate e all’interno degli strumenti già attivi previsti dai contratti nazionali del lavoro e all’interno di strumenti come quelli della bilateralità, azioni mirate, che mantengano alti i valori sociali e famigliari propri della genitorialità in presenza di lavoratori dipendenti che, in occasione dell’attuale emergenza sanitaria, si trovano in difficoltà a garantire ai propri figli la necessaria presenza educativa per la chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado”.

Viene inoltre sancita la necessità “che siano i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle categorie economiche a promuovere tali iniziative nel territorio comunale e provinciale, in modo che tutti i soggetti interessati possano comprendere la straordinarietà della situazione e la necessità che le iniziative proposte siano il risultato di una rinnovata solidarietà sociale necessaria alle amministrazioni, alle imprese e a ogni tipo di lavoratore e sua rappresentanza sindacale”.

Altro aspetto importante contenuto nel protocollo d’intesa riguarda “la sensibilizzazione dei datori di lavoro perché adottino, compatibilmente con l’organizzazione aziendale, all’interno delle forme contrattuali previste e dei diversi enti bilaterali, attraverso il confronto con le rappresentanze sindacali laddove queste siano presenti, iniziative per rendere più flessibile la prestazione dei lavoratori coinvolti nell’emergenza e in stato di difficoltà, pur tutelando la produttività”.

Tutte le parti che hanno siglato l’intesa si sono dette concordi nel promuovere buone pratiche riconducibili ai diversi contesti lavorativi. Infine, e di grande importanza, si impegnano ad individuare, da subito, ulteriori forme di lavoro comune, anche coinvolgendo altre realtà istituzionali: il tutto finalizzato ad ottenere sostegni alle attività di impresa, dei lavoratori dipendenti ed autonomi che in questo momento stanno vivendo situazioni di difficoltà”.

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