Ambiente

L’intelligenza delle piante: un mondo che non sta mai fermo

Il 5 settembre le Giubbe Verdi di San Martino dall’Argine ODV tornano a parlare di Natura con un incontro dedicato al sorprendente mondo vegetale, insieme alla naturalista e divulgatrice scientifica Sara Boninsegna

Il prossimo 5 settembre, le Giubbe Verdi di San Martino dall’Argine riprendono il ciclo di appuntamenti dedicati alla Natura con “L’intelligenza delle piante – Percepire, comunicare, ricordare: un viaggio nel mondo vegetale”, a cura di Sara Boninsegna, naturalista, Guida Ambientale Escursionistica, educatrice ambientale e divulgatrice scientifica.

“Durante l’incontro – anticipano i promotori – si scoprirà come le piante percepiscono luce, gravità, acqua, contatto e sostanze chimiche; come comunicano attraverso segnali chimici ed elettrici e come interagiscono con funghi, microrganismi e altri organismi. Si parlerà inoltre di memoria, apprendimento e delle strategie che permettono alle piante di affrontare un ambiente in continuo cambiamento.  Non per trasformarle in “animali senza cervello”, né per attribuire loro emozioni umane. Al contrario: l’obiettivo è imparare a riconoscere una forma di complessità biologica profondamente diversa dalla nostra”.

Per le Giubbe Verdi, parlare oggi di mondo vegetale significa anche parlare di biodiversità e cambiamenti climatici.
“In questo momento storico sentiamo ancora più forte la necessità di riportare l’attenzione sulla natura“, spiega Emanuela Bottoni, Presidente delle Giubbe Verdi di San Martino dall’Argine. “Assistiamo sempre più spesso a comportamenti e atteggiamenti nei confronti dell’ambiente dettati da ignoranza o superficialità. La biodiversità, invece, è un bene comune: non appartiene a qualcuno, appartiene a tutti noi e abbiamo la responsabilità di conoscerla e tutelarla”.
Una responsabilità tutt’altro che astratta.

Il cambiamento climatico sta già modificando gli ecosistemi e aumentando la pressione su molte specie. Le foreste, inoltre, svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del clima e nel ciclo del carbonio: secondo la FAO, gli ecosistemi forestali immagazzinano circa 662 miliardi di tonnellate di carbonio.  Ma proteggere il verde significa proteggere anche noi stessi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce il contributo degli spazi verdi al benessere fisico e mentale: favoriscono l’attività fisica, il rilassamento e la socialità e contribuiscono alla mitigazione del calore urbano e di alcuni fattori di inquinamento.

Forse, allora, imparare a osservare una pianta per ciò che realmente è — un organismo capace di percepire, comunicare e adattarsi — può essere anche un modo per cambiare il nostro sguardo sulla natura. Perché ciò che impariamo a conoscere è più difficile da considerare irrilevante. E ciò che comprendiamo, forse, siamo più disposti a proteggerlo“.

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