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Nuova Cogeme, dal 20 marzo
cessa la produzione: poi andrà
in liquidazione. A casa 19 lavoratori

Quasi azzerate le commesse all’estero e così è stata chiesta la cassa integrazione di un anno: non è scontato che questa venga concessa, non essendovi la volontà di andare avanti da parte della proprietà. A quel punto entrerebbe in gioco la vecchia disoccupazione, ora chiamata Naspi, che copre i 24 mesi.

CASALMAGGIORE – Venti di bufera per la Nuova Cogeme, azienda con sede sulla Castelnovese a Casalmaggiore che, dopo un periodo difficile, va verso la liquidazione. La storia di Cogeme è abbastanza nota: nel gennaio 2011 dalla ex Cogeme sorgono due nuove aziende, ossia la Nuova Cogeme, che si occupa di produzione e impiega 16 operai, e la Cogeme Steel, che si occupa di commerciale con tre impiegati. La proprietà è attualmente ripartita al 50% come Feralpi Group di Lonato e al 50% come Ind.I.A. Spa con sede a Malo, provincia di Vicenza.

I problemi sono sorti quando la ATS Val Padana, dopo un sopralluogo di verifica nei mesi scorsi, ha imposto alla ditta di rimettere a norma le apparecchiature interne entro un tempo limite di 180 giorni. A quel punto, come è stato spiegato, è stata scelta la misura più drastica, indibbuamente anche a causa di un mercato tutt’altro che florido. La classica goccia che fa traboccare il vaso, insomma. In questo momento infatti vi è anche poco lavoro, con scarsità addirittura di materia prima, le cosiddette billette, da trasformare poi nel laminatoio.

Quasi azzerate le commesse all’estero e così è stata chiesta la cassa integrazione di un anno: non è scontato che questa venga concessa, non essendovi la volontà di andare avanti da parte della proprietà. A quel punto entrerebbe in gioco la vecchia disoccupazione, ora chiamata Naspi, che copre i 24 mesi. A tal proposito la risposta è attesa entro 10-15 giorni: la Regione Lombardia potrebbe concederla, col benestare del Ministero, anche sfruttando il decreto riguardante la zona rossa legata al Coronavirus (tre mesi di cassa integrazione straordinaria), qualora questa misura venga estesa anche alla zona gialla, della quale ovviamente Casalmaggiore fa parte.

La chiusura è prevista per il 20 marzo, quando la Nuova Cogeme fermerà la produzione, come è stato spiegato lunedì in una assemblea con i lavoratori e con i sindacalisti Monica Tonghini di Cisl e Marco Cagnati di Cgil, che hanno seguito tutta la pratica. Un incontro al quale erano presenti i sindacati, come detto, ma non l’Ad Mario Ceriotti, che ha però incontrato Andrea Zagni degli Industriali di Cremona nel corso della mattinata, sempre di lunedì.

Giovanni Gardani

 

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