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VenTo, il Casalasco c'è
ma per gli investimenti
occorrerà armarsi di pazienza

Per quanto concerne invece Aida, Alta Italia Da Attraversare, questa non passerà - unendo Susa a Trieste - dal Casalasco ma potrebbe contribuire - giusto precisarlo - a creare una rete che partendo dal Po a sud e arrivando alla Pedemontana più a Nord.

CASALMAGGIORE – VenTo non taglierà fuori il Casalasco, in senso letterale, e Piercarlo Bertolotti di Fiab ci tiene a precisare il passaggio. Del resto la ciclovia che collega Torino a Venezia passa necessariamente anche da Casalmaggiore e dai comuni limitrofi, dovendo seguire il fiume Po. E’ però vero, e questo è stato ribadito dallo stesso Bertolotti, che gli investimenti decisi dalla Regione riguardano il tratto Cremona-Piacenza e che questi investimenti, presumibilmente, dovrebbero andare in porto e vedere la chiusura dei lavori entro il 2022, o più probabilmente il 2023. Investimenti che, nel dettaglio, servono a migliorare la viabilità della grande ciclovia del Po, e magari a iniziare anche a ripensare il settore della ricezione turistica, dato che ogni aspetto – quando si parla di cicloturismo – è interconnesso e una buona ciclabile, in sicurezza, di per sé non basta più. Ogni altro investimento pubblico, su altre zone, dovrebbe dunque essere successivo al biennio 2022-2023.

Per quanto concerne invece Aida, Alta Italia Da Attraversare, questa non passerà – unendo Susa a Trieste – dal Casalasco ma potrebbe contribuire – giusto precisarlo – a creare una rete che, partendo dal Po a sud e arrivando alla Pedemontana più a Nord, consenta di avere tre diversi tracciati, anziché soltanto due, paralleli tra loro. A quel punto le strade di connessione darebbero vita a una vera e propria ragnatela che può fare soltanto bene al turismo su due ruote. Da precisare che, mentre VenTo, progetto nazionale che ha ricevuto fondi dal Governo, è curato dal Politecnico di Milano, Aida è invece curato da Fiab, che ha vinto un bando Cariplo a tal proposito.
Una collaborazione potrebbe aiutare principalmente a superare anche il rischio di un turismo troppo stagionale, l’esatto contrario di quello che il cicloturismo – per propria natura – promuove. Tornando a parlare di VenTo, va segnato sul calendario l’appuntamento del 13 marzo alle ore 10.30 presso la sede di Cremona del Politecnico stesso. A priori andrà inculcato un messaggio: la crescita dovrà essere graduale, del resto anche l’autostrada del Sole, quando è nata, non aveva poi molti autogrill, per fare un parallelo. Motivo per cui servirà pazienza, senza però disperare.

G.G.

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