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Covid-19 e politica viadanese:
il candidato sindaco Gardini
elogia il personale sanitario

Che sia una battaglia, una guerra o un’epidemia, ogni momento di grande difficoltà elegge i propri eroi. I vigili del fuoco americani furono gli angeli dell’11 settembre ed oggi, si sottolinea con la formula “in prima linea”, coloro che vivono il proprio lavoro come una vera missione siano essi medici o infermieri e tutti gli operatori che si adoperano nella crociata contro Covid-19. Anche la politica pone sugli scudi il personale sanitario come si può leggere nel comunicato stampa targato Movimento 5 Stelle di Viadana a firma del candidato sindaco, Lorenzo Gardini

“In questa situazione di emergenza non possiamo che riconoscere ancora una volta il valore dell’immenso lavoro dei nostri operatori sanitari in prima linea che, con turni massacranti e con grandissima dedizione, stanno affrontando valorosamente una situazione di emergenza mai vista prima, sopperendo talvolta alle piccole falle del sistema sanitario e alle grandi falle delle politiche sanitarie privatistiche e draconiane degli ultimi anni.

In modo particolare vogliamo focalizzare l’attenzione sul lavoro dei medici e degli infermieri addetti alle cure primarie sul territorio che, con la loro preziosissima attività, garantiscono l’accesso al sistema sanitario anche in questo periodo di emergenza. Tutto questo nonostante la carenza cronica di personale sanitario, frutto di politiche cieche di risparmio sui servizi pubblici, a cui si somma la carenza di personale legata all’emergenza.

In Lombardia, in questo momento, si trovano infatti in quarantena decine di medici e infermieri a cui le aziende sanitarie non riescono trovare sostituti che possano supplire la loro assenza.  Alla carenza del personale medico si aggiunge la carenza degli strumenti adeguati. Ci riferiamo soprattutto ai dispositivi di protezione individuale a cui, nei giorni scorsi, hanno sopperito i singoli medici di propria iniziativa o le associazioni sindacali.

I medici chiedono un maggior numero di mascherine per la protezione individuale dal rischio di contagio e mascherine per gli assistiti per evitare la diffusione degli agenti infettivi. Ma servono anche guanti, occhiali di protezione, gel disinfettanti… Proprio per questo stiamo tenendo monitorato l’arrivo a singhiozzo dei dispositivi di protezione individuale e continuiamo a sollecitare Regione Lombardia.

Analogamente siamo costantemente in contatto coi direttori generali dell’ASST per garantire pieno appoggio agli operatori sanitari che lavorano negli ospedali e l’adeguato rifornimento di dispositivi protettivi.

Oltre a questi bisogni materiali abbiamo riscontrato ritardi nelle verifiche del rischio di contagio sul personale sanitario.

Si richiedono in particolare test sugli operatori che hanno visitato o assistito pazienti poi risultati positivi al test per Covid-19 e canali preferenziali dedicati, affinché i medici possano ottenere risposte rapide sull’esito dei test fatti sia agli operatori che ai loro assistiti.

Non possiamo più permettere che il personale sanitario, già decimato, sia esposto a rischi di salute per la mancanza di dispositivi di protezione individuale. Per questo ci mettiamo a disposizione di tutti coloro che stanno operando sul campo per far fronte a questa emergenza.

Ci impegniamo infine, quando sarà conclusa questa fase di emergenza, a verificare e chiarire, alla luce dell’intera vicenda, la risposta del sistema sanitario lombardo, le criticità emerse nella fase emergenziale, il ruolo svolto dal settore pubblico, quello svolto dal privato e l’adeguatezza degli investimenti sui due rami della sanità”. 

Alessandro Soragna

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