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Ivano Benasi nel
ricordo di Lucio Godi:
"Ci mancherà"

La situazione attuale ha imposto una tumulazione quasi clandestina. Quando, e speriamo presto, sarà terminata l'emergenza i suoi numerosi amici ed estimatori potranno dargli l'estremo saluto in una Messa celebrata in suo suffragio

CASALMAGGIORE – Un bel ricordo quello del dottor Ivano Benasi, quello che ci ha fatto pervenire l’amico Lucio Godi.

“Per capire che tipo di medico fosse Ivano Benasi – scrive Godi – bastava osservarlo all’uscita della Messa vespertina. C’era sempre qualcuno ad aspettarlo con un suo quesito. E lui aspettava paziente, con un mezzo sorriso,a volte con gli occhi bassi per la concentrazione. E poi parlava, domandava, calmo e suadente, spiegava e chiariva, senza fretta. Il richiedente si allontanava già rasserenato perché il mistero della malattia era stato reso accessibile, e questa era la premessa di ogni futura, sperata guarigione. In questo modo si realizzava ciò che ormai, nel sistema sanitario vigente, è un sogno: il rapporto del medico non con la malattia ma con una persona sofferente.

Certo, era disponibile sempre, anche in casa, con appuntamento o no. Se poi lo si vedeva in auto- in motorino nella bella stagione-, non stava andando al bar o ad una riunione sociale ma ad un appuntamento medico o all’Avis o alla Croce Rossa. Non che si rifiutasse ad una riunione conviviale ma il suo mondo era quello, la sua unica curiosità l’aggiornamento farmacologico, la sua soddisfazione una cura riuscita.

Vorrei sottolineare un secondo aspetto  della sua attività generosa e rigorosamente gratuita. Non c’era solo il consiglio, c’era l’intervento pratico, e nessuna azione era considerata bassa. Pulire una ferita, tagliare le unghie ai suoi vecchietti della casa di riposo, rinnovare una medicazione, portare lui stesso la medicina a chi ne aveva urgenza, era la cosa più naturale del mondo. Realizzando così, in piena coscienza, non solo il dettato ippocratico ma il comando evangelico. Perché senza la sua profonda religiosità tutto questo non si sarebbe spiegato.

Ci mancherà. Sembra una frase fatta. Ma è l’auspicio che il suo elevato, umile esempio non resti senza seguito. La situazione attuale ha imposto una tumulazione quasi clandestina. Quando, e speriamo presto, sarà terminata l’emergenza i suoi numerosi amici ed estimatori potranno dargli l’estremo saluto in una Messa celebrata in suo suffragio nella chiesa di Camminata e che verrà opportunamente pubblicizzata”.

redazione@oglioponews.it

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