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Case riposo, il grido d'allarme
di Montini: 'Non ci
sono più mascherine'

Il rischio, ora, è che gli operatori si trovino a lavorare in situazioni tutt’altro che sicure, proprio a causa della carenza di supporti sanitari. “Senza i presidi che garantiscono la sicurezza dei dipendenti non si può lavorare. Il personale fa turni massacranti ed è stanco, E molti sono a casa malati a loro volta”.

“Non abbiamo quasi più mascherine per i nostri dipendenti”: il grido d’allarme arriva dal presidente dell’Arsac, Walter Montini, che racconta una situazione decisamente difficile anche nelle case di riposo del territorio. “I presidi sanitari stanno esaurendo, i dipendenti rischiano di restare senza protezioni” si lamenta Montini. “Noi teniamo duro finché possiamo, garantiamo l’assistenza, ma se non ci forniscono gli strumenti ci toccherà chiudere”.

Il presidente Arsac ha già fatto ripetuti appelli: “Ho scritto al prefetto, alla Regione, all’Ats, alla Protezione Civile… ma continuiamo a essere sprovvisti di quanto necessario per lavorare in sicurezza”. Tra l’altro la situazione è tutt’altro che rosea nelle strutture residenziali, dove gli anziani già fragili in questi giorni spesso soccombono, con le condizioni probabilmente aggravata dal virus. Molti i decessi, soprattutto nelle strutture più grandi.

Il rischio, ora, è che gli operatori si trovino a lavorare in situazioni tutt’altro che sicure, proprio a causa della carenza di supporti sanitari. “Senza i presidi che garantiscono la sicurezza dei dipendenti non si può lavorare. Il personale fa turni massacranti ed è stanco, E molti sono a casa malati a loro volta” continua Montini. “Nelle case di riposo abbiamo la stessa dignità dell’ospedale, non siamo strutture sanitarie di serie B”.

LaBos

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